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La tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran rappresenta un passo verso la riduzione delle ostilità nella regione. Tuttavia, non è sufficiente: il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che il Libano è escluso dal cessate il fuoco, e i bombardamenti in territorio libanese sono proseguiti senza sosta anche nelle ore delle trattative tra Washington e Teheran.
Secondo i dati più recenti, il bilancio delle vittime ha raggiunto 1.530 morti e 4.812 feriti. L’escalation delle ostilità ha causato un esodo massiccio: le persone sfollate sono ufficialmente circa 1.050.000, ma si stima che in realtà superino 1,5 milioni, pari a quasi un terzo della popolazione del Libano. Solo 138.000 trovano ospitalità nei 674 rifugi collettivi ufficiali, spesso sovraffollati, mentre la maggior parte resta fuori dalla risposta umanitaria ufficiale. In questo contesto, ARCS interviene insieme ad altre ONG e associazioni, ad esempio sostenendo gli sfollati a Tiro attraverso il nostro partner Tiro Association for Arts (TAA).
L’effetto sul sistema educativo è drammatico: quasi 400.000 bambini iscritti alle scuole pubbliche sono privati dell’istruzione a causa della chiusura degli istituti da oltre tre settimane. Inoltre 486 scuole sono state convertite in rifugi per sfollati, rendendo indisponibili queste strutture per l’attività didattica.
Il sistema sanitario è sotto pressione estrema: nonostante 205 centri di assistenza sanitaria primaria siano stati collegati ai rifugi per fornire servizi medici di base e vaccinazioni, la risposta resta insufficiente. Preoccupa in particolare il fatto che cinque centri specializzati nel trattamento della malnutrizione risultino fuori servizio.
La distruzione di infrastrutture chiave, come ponti e snodi stradali nella Bekaa e nel sud, sta isolando comunità intere, ostacolando l’accesso ai servizi essenziali e limitando la consegna di aiuti umanitari a oltre 150.000 persone.
ARCS è impegnata in prima linea per acquistare e distribuire kit alimentari e igienici, soprattutto per bambini, bambine e persone fragili, anche grazie alla raccolta fondi #EmergenzaLibano. Chiediamo con urgenza all’Unione europea e ai capi di governo di esercitare tutta la pressione diplomatica necessaria affinché sia garantita almeno una tregua umanitaria immediata e si arrivi rapidamente a un cessate il fuoco anche in Libano. La protezione della popolazione civile e l’accesso agli aiuti devono essere prioritari in ogni iniziativa di pace.

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