13Aprile2026 Libano: superati i 2.000 morti. Sale il prezzo del pane

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Per informazioni e interviste da Beirut:
Francesco Verdolino – francesco.verdolino@hotmail.it – 3398129813

La crisi umanitaria in Libano assume contorni sempre più drammatici. Secondo i dati più recenti della Disaster Risk Management (DRM) Unit libanese, il bilancio complessivo ha superato i 2.000 morti e i 6.500 feriti. La violenza del conflitto è esplosa in modo particolarmente grave l’8 aprile, quando i bombardamenti hanno causato 303 morti in sole 24 ore e 1.150 feriti. La popolazione in fuga è ormai stimata in oltre 1,5 milioni di sfollati interni, di cui 139.673 ospitati nei 682 rifugi collettivi attualmente attivi nel Paese.

I bombardamenti israeliani negli ultimi giorni hanno continuato intanto a colpire aree civili nel sud del Libano e nella Bekaa, aggravando una situazione già al limite e rendendo l’invasione via terra sempre più tangibile.

Tra gli episodi più gravi figura la distruzione del ponte Qasmieh a Tiro, l’ultimo collegamento tra l’area a sud del fiume Litani e il resto del Paese. La sua distruzione ha isolato vaste zone del sud del Libano, rendendo ancora più difficile l’accesso per civili e soccorritori.

Alla violenza degli attacchi si somma una crisi sempre più profonda sul piano economico e sociale. L’interruzione delle catene di approvvigionamento ha provocato un aumento del 17% del prezzo del pane, uno degli alimenti base più difficili da reperire.

Particolarmente grave anche l’impatto sulla popolazione più giovane: oltre 367.000 bambini risultano sfollati e 486 scuole, tra pubbliche, private e tecniche, sono attualmente chiuse perché trasformate in centri di accoglienza per le famiglie che hanno perso tutto.

In questo scenario di devastazione, ARCS rafforza il proprio impegno in Libano. Nonostante i bombardamenti e le crescenti difficoltà di accesso, l’organizzazione continua a lavorare al fianco dei partner locali per portare aiuti urgenti alle comunità più vulnerabili e ribadisce la richiesta di un cessate il fuoco immediato che protegga le vite civili e i diritti di tutte le comunità in Libano senza distinzione di etnia, religione e status legale.

 

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