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A Yaoundé si è chiuso un percorso che in tre anni ha provato a rispondere a una delle questioni più urgenti del Camerun (e non solo): cosa succede quando migliaia di giovani restano fuori dalla scuola e dal lavoro, senza strumenti reali per costruire il proprio futuro?
Il convegno nazionale conclusivo del progetto NEET’S Net, ospitato nella sala banchetti dell’Hotel Girafe, è stato il punto di arrivo di un lavoro iniziato nel 2022 nelle città di Bafoussam, Garoua e Mbalmayo. Al centro dell’iniziativa, il tema del lavoro dignitoso e dell’inclusione delle giovani più vulnerabili.
Nel corso delle giornate del convegno sono stati presentati esperienze e proposte costruite insieme a ragazze e ragazzi tra i 15 e i 24 anni che vivono situazioni di esclusione scolastica o difficoltà di accesso al lavoro. Oltre 2.600 giovani hanno preso parte alle attività del progetto, confrontandosi con percorsi di formazione e accompagnamento professionale.
Ad aprire i lavori è stata la capoprogetto Francesca Sonsogno, che ha sottolineato come il problema della disoccupazione giovanile non possa essere affrontato solo sul piano economico. Senza protezione sociale, senza accessibilità e senza politiche pubbliche capaci di ridurre le disuguaglianze, il rischio è quello di lasciare indietro un’intera generazione.
Accanto ai rappresentanti del partenariato erano presenti S.E. Natalia Sanginiti, Ambasciatrice d’Italia in Camerun, e Greta Fattori rappresentante della Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
Tra gli interventi che hanno segnato maggiormente il convegno ci sono state le testimonianze dei giovani coinvolti nel progetto. Come quella di Yossa Kamwo, che grazie alle attività sostenute da NEET’S Net ha rafforzato le proprie competenze professionali fino a ottenere un impiego stabile come segretaria contabile a Bafoussam.
Particolarmente intensa anche l’esibizione di The Voices, gruppo formato da tre giovani artisti di Bafoussam vincitori del concorso promosso dal progetto. Attraverso una performance teatrale hanno raccontato il peso della disoccupazione e le difficoltà affrontate ogni giorno da molti giovani camerunesi nella ricerca di un lavoro dignitoso.
Uno dei temi centrali emersi durante il convegno è stato quello della distanza tra formazione e accesso reale al lavoro. Per questo, durante i lavori, è stata presentata anche JobNet, l’app sviluppata nell’ambito del progetto per facilitare l’incontro tra imprese e persone in cerca di occupazione attraverso uno strumento costruito sulle esigenze del contesto locale.
La seconda parte del convegno è stata dedicata alla costruzione di una roadmap operativa pensata per trasformare le raccomandazioni emerse in azioni di lungo periodo. Attraverso gruppi di lavoro partecipati, istituzioni pubbliche, sindacati, organizzazioni della società civile, operatori e giovani hanno discusso proposte concrete legate all’occupazione, alla protezione sociale e all’accessibilità universale.
Una particolare attenzione è stata dedicata anche alla Convenzione 190 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro contro violenza e molestie nel mondo del lavoro. Le proposte elaborate durante il confronto sono andate ad affiancare il documento strategico costruito durante le attività di advocacy portate avanti nel corso del progetto.
L’ultima giornata ha segnato il passaggio politico più importante del percorso: l’adozione ufficiale del Documento di Advocacy Nazionale, definito dai partecipanti come un possibile “nuovo patto sociale” per il lavoro dignitoso in Camerun.
Il documento è stato consegnato e firmato simbolicamente dalle autorità presenti, tra cui Mireille Menanga in Abongo, Consigliera Tecnica al MINPMEESA, Abdel Rahamane Bouba per il MINEFOP e Samuel Edouard Kotto Nje, Direttore Operazioni del FNE, insieme al rappresentante del Prefetto del Mfoundi e al Sindaco di Yaoundé 1°.
La firma condivisa con Michela Gaffuri Riva per ARCS e Francesca Sonsogno per COE rappresenta l’impegno a proseguire il lavoro avviato nelle città di Bafoussam, Garoua e Mbalmayo, affinché quanto costruito in questi anni non resti un’esperienza isolata.
NEET’S Net si conclude lasciando strumenti concreti e una rete di collaborazione tra realtà locali, istituzioni e società civile. Ma soprattutto lascia una consapevolezza condivisa: investire sul lavoro dignitoso e sull’inclusione significa costruire una prospettiva concreta per il futuro del Camerun.
Il progetto è stato promosso dall’ONG capofila Associazione Centro Orientamento Educativo ETS – COE ETS e realizzato insieme al Centre d’Orientation Educative du Cameroun (COECAM), ARCS Culture Solidali, Ingegneria Senza Frontiere – Milano (ISF-MI), Università Cattolica di Milano e Comune di Milano, con il finanziamento della Cooperazione Italiana.
Al convegno hanno partecipato rappresentanti del Ministero delle Piccole e Medie Imprese, dell’Economia Sociale e dell’Artigianato (MINPMEESA), del Ministero dell’Impiego e della Formazione Professionale (MINEFOP), del Ministero degli Affari Sociali (MINAS), del Ministero della Promozione della Donna e della Famiglia (MINPROFF) e del Ministero della Gioventù e dell’Educazione Civica (MINJEC), insieme ai rappresentanti del Fondo Nazionale per l’Impiego (FNE), del Centro di Informazione e Orientamento Professionale (CIOP) e dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (CNPS).

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