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A distanza di due anni dal concorso per artisti promosso nell’ambito del progetto NEET’s Net, finanziato dalla Cooperazione Italiana, abbiamo incontrato Gabsouaba Nicolas Hyacinthe, del collettivo Sahel Image Production, che aveva ricevuto un sostegno per la realizzazione di un’opera artistica dedicata alla promozione del diritto al lavoro dignitoso per i giovani camerunesi.
Il progetto ha rappresentato un primo passo importante per rafforzare le attività del collettivo nel campo della produzione audiovisiva e dei cortometraggi.
Oggi Sahel Image Production prosegue il proprio percorso artistico e sociale e ha recentemente realizzato un nuovo cortometraggio, che sarà presentato nelle prossime settimane a Garoua.
La continuità del loro lavoro evidenzia l’impatto duraturo delle azioni di sostegno ai giovani creativi promosse da ARCS attraverso NEET’s Net, non solo in termini di crescita professionale, ma anche come contributo a processi di trasformazione sociale e culturale.
Può presentarsi e raccontarci il suo percorso all’interno del progetto NEET’s Net?
Mi chiamo Gabsouaba Nicolas Hyacinthe e faccio parte del collettivo Sahel Image Production. Abbiamo partecipato al concorso per artisti promosso nell’ambito del progetto NEET’s Net, che nasce per sostenere giovani creativi nella realizzazione di opere dedicate al tema del lavoro dignitoso per i giovani. Il nostro progetto è stato selezionato e abbiamo ricevuto un finanziamento che ci ha permesso di realizzare un cortometraggio dedicato al diritto delle donne al lavoro, in un contesto in cui, ancora oggi, sono diffuse visioni tradizionali che tendono a relegare la donna principalmente al ruolo domestico.
In che modo questo finanziamento ha influenzato il vostro lavoro?
Il sostegno ricevuto è stato fondamentale. Non ci ha permesso solo di realizzare il primo cortometraggio, ma anche di dotarci di attrezzature professionali che hanno rafforzato in modo concreto la nostra capacità produttiva. Da lì abbiamo potuto continuare a lavorare nel settore audiovisivo e realizzare altri cortometraggi. È stato uno slancio importante che ci ha aiutato a crescere e a costruire collaborazioni con attori, tecnici e produttori che condividono il nostro stesso impegno artistico e sociale.
Quali strumenti siete riusciti ad acquistare grazie al finanziamento?
Abbiamo acquistato una videocamera Nikon 7000D, treppiedi, luci professionali con batterie e altri strumenti per l’illuminazione. Inoltre, abbiamo investito anche in costumi e materiali per la scenografia, che ci hanno permesso di migliorare la qualità delle produzioni e delle ambientazioni dei nostri film. Tutti questi strumenti sono ancora oggi in uso e ci permettono di portare avanti nuovi progetti.
Negli ultimi anni avete realizzato un nuovo film. Di cosa si tratta?
Il nostro ultimo cortometraggio si intitola “YOROWE”. Il film prende il nome da una donna vittima di violenza coniugale, uccisa dal marito. Abbiamo voluto dedicarle l’opera come forma di omaggio, ma anche per raccontare e denunciare la condizione di molte donne che subiscono violenze in silenzio. Spesso queste donne appaiono serene all’esterno, ma vivono situazioni drammatiche nella vita privata. Con questo film vogliamo dare voce a queste storie e sensibilizzare il pubblico sul tema della violenza di genere. Per noi il cinema è uno strumento più potente della scrittura, perché le immagini arrivano più direttamente alle persone e permettono di trasmettere emozioni e messaggi con maggiore forza.
Il progetto Neet’s Net è implementato da COE- Associazione centro orientamento educativo ETS in partenariato con ARCS, Ingegneria senza frontiere – Milano, COECAM,Università Cattolica di Milano, Comune di Milano, con il cofinanziamento di AICS- Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo

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