18Giugno2026 Cuba: fino a 80 ore di blackout e crisi energetica senza tregua

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La situazione energetica a Cuba continua a deteriorarsi in modo grave e sistemico, con conseguenze sempre più pesanti sulla vita quotidiana della popolazione e sulla tenuta dei servizi essenziali. I blackout prolungati, la carenza di combustibile e il progressivo indebolimento delle infrastrutture energetiche stanno aggravando una condizione già estremamente fragile.

“Serve un intervento urgente della comunità internazionale per affrontare le cause strutturali della crisi e porre fine all’embargo statunitense, ritenuto illegittimo e tra i principali fattori di sofferenza per il Paese” dichiara Federico Mei, coordinatore ARCS a Cuba.

La carenza di combustibile sta compromettendo in modo strutturale anche il trasporto pubblico nazionale, inclusi i collegamenti strategici per il settore turistico, con ricadute dirette sulla mobilità interna e sull’economia locale. Parallelamente, la crisi energetica si è ulteriormente aggravata a seguito della nuova rottura della centrale termoelettrica di Guiteras, che nelle scorse settimane aveva solo temporaneamente alleviato la pressione sul sistema elettrico nazionale, evidenziandone la fragilità complessiva.

Il Paese sta attraversando un inasprimento diffuso e prolungato dei blackout, che colpiscono in modo capillare sia le aree urbane che quelle periferiche. In alcune province, come Matanzas, si registrano interruzioni di energia elettrica che possono superare le 80 ore consecutive, con impatti estremamente severi sulla vita quotidiana e sui servizi essenziali. Anche nei quartieri centrali dell’Avana la situazione resta critica, con blackout che raggiungono le 20–26 ore, alternati a brevi finestre di erogazione della corrente, spesso limitate a poche ore.

Questa condizione costringe le famiglie a concentrare in intervalli sempre più ridotti tutte le attività domestiche essenziali, trasformando la gestione quotidiana in una continua corsa contro il tempo ogni volta che l’elettricità torna disponibile.

Accanto alle difficoltà materiali, si intensifica anche l’impatto sul piano psicologico, alimentato da una condizione di costante incertezza. Le informazioni che circolano risultano spesso contraddittorie, oscillando tra possibili arrivi di forniture energetiche e ipotesi di interventi militari statunitensi, contribuendo ad aumentare tensione e instabilità sociale.

La crisi sta colpendo in modo diretto anche il settore culturale, da sempre centrale nella vita sociale cubana. Numerosi teatri, cinema e spazi performativi ed espositivi sono stati costretti a chiudere o a ridurre drasticamente le proprie attività, con un progressivo indebolimento dell’offerta culturale. Le poche realtà ancora operative riescono a funzionare soltanto grazie a generatori autonomi, ma risultano spesso di fatto inaccessibili nelle ore serali, a causa della mancanza di trasporti e dell’oscurità diffusa che avvolge le città.

Nonostante questo contesto estremamente complesso, le nostre attività continuano a essere portate avanti sul territorio, adattandosi alle condizioni difficili e mantenendo attivi i percorsi di cooperazione in corso. Il lavoro prosegue tra interruzioni, difficoltà logistiche e limiti infrastrutturali, con l’obiettivo di garantire continuità ai progetti e sostegno alle comunità coinvolte.

Cosa stiamo facendo
Tra le altre attività, ARCS a L’Avana sostiene il Programma di Sicurezza Alimentare e Nutrizionale nel quartiere di Belén, dove oltre 600 persone ricevono assistenza: vengono distribuiti beni alimentari e latte per far fronte ai bisogni primari, con interventi che si intensificano con l’aggravarsi della crisi.

Parallelamente, a Matanzas prosegue la missione del progetto Zone Creative, finanziato dalla cooperazione italiana, tra difficoltà logistiche e infrastrutturali, con l’obiettivo di garantire continuità ai lavori e sostenere i processi culturali locali.

Nella provincia di Pinar del Río, inoltre, si è ormai giunti alla fase di firma del contratto per la fornitura di un gassificatore alimentato da biomassa forestale, destinato alla produzione di energia elettrica. Un intervento che potrà contribuire concretamente a migliorare le condizioni di vita quotidiana di una comunità di circa 6.000 persone nel municipio di Guane, rafforzando l’accesso all’energia attraverso una soluzione sostenibile e radicata nelle risorse locali.

Info: arcsculturesolidali.org

Per interviste da L’Avana:

Francesco Verdolino – 3398129813 – francesco.verdolino@hotmail.it

 

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