20Luglio2026 AICS Avana intervista Federico Mei, Rappresentante Paese ARCS Cuba

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Qual è la relazione tra ARCS e AICS? Parlane attraverso i progetti che ARCS ha gestito in questi anni a Cuba.

La Cooperazione Italiana ha sempre sostenuto i progetti che la nostra OSC realizza a Cuba. ARCS, nel 2010, ottiene il primo progetto finanziato da parte della DGCS (Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo), diretto a rafforzare il programma di “Agricoltura Urbana” di Pinar del Rio. Si tratta di un progetto innovativo visto che a partire da quel momento si iniziano a sperimentare a Cuba i primi sistemi di irrigazione alimentati con energia solare. In seguito all’apertura della sede AICS de L’Avana nel 2017, questa collaborazione si consolida: ARCS, insieme alle altre due OSC presenti da anni sul territorio, CISP e COSPE, diventa un punto di riferimento per AICS nel processo di identificazione e realizzazione degli interventi di cooperazione nel Paese. Grazie alla nostra consolidata esperienza e alla competenza settoriale, abbiamo ottenuto la gestione di progetti nel settore cultura, “La Casa de Todos” (2020), “Zone Creative a Matanzas” (2024), e in quello della transizione ecologica con le “Comunità Energetiche a Pinar del Rio- Linea Verde”, capitalizzando i risultati ottenuti nel campo delle energie rinnovabili.

Quale è stata la sfida operativa più grande nel seguire questi progetti a Cuba e come avete superato le difficoltà? Quali sono le lezioni apprese?

La principale sfida operativa è stata l’adattamento a un sistema gestionale profondamente diverso da quello europeo. Si è scelto di puntare sulla piena sinergia con i partner locali anzichè creare una struttura all’interno della ONG: valorizzare le professionalità cubane ha garantito fiducia e fluidità operativa in progetti complessi garantendo una gestione più condivisa degli obiettivi comuni.

La lezione più importante appresa in questi anni riguarda il valore delle relazioni umane, che devono andare oltre la semplice stesura tecnica dei progetti. Il successo delle iniziative dipende dalla capacità di integrare le attività operative con una partecipazione attiva alla vita quotidiana della comunità. In questo senso, l’approccio multidisciplinare di ARCS, che unisce la cooperazione a scambi culturali e programmi di servizio civile, si è rivelato fondamentale per consolidare un dialogo solido e duraturo con il territorio.

In un contesto di trasformazione sociale così intensa, quale pensi sia oggi il ruolo più ‘strategico e indispensabile’ che un cooperante può ricoprire ed in generale cosa è la cooperazione per te?

Un cooperante è prima di tutto un interprete, una persona che ha la capacità di leggere il mutevole contesto locale, aspetto che permette da un lato di guidare i nostri partner locali nell’identificazione delle azioni progettuali più efficaci, ma anche di facilitare la comprensione dello stesso alle sedi centrali per garantire un accompagnamento continuo nella realizzazione dei progetti. Spesso infatti è stato necessario ampliare le nostre procedure interne o “personalizzarle” per poterle adeguare al Paese. Per me, la cooperazione ha ancora un sapore romantico: l’idea di sostenere lo sforzo delle persone di migliorare le proprie condizioni di vita ti fa mettere da parte le grandi difficoltà che si è costretti ad affrontare anche nella vita privata.

Fonte: Rapporto Annuale AICS 2025- Sede di l’Avana.

Scarica il rapporto completo QUI

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