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Nell’ambito del festival Ricucire Linosa, A Sud Onlus ha realizzato un workshop del progetto CORE, dal titolo “Cambiamenti climatici a Linosa: capire gli impatti, costruire soluzioni insieme”.
Il Mediterraneo è tra le aree più esposte agli effetti del cambiamento climatico. Linosa, nel cuore di questo hotspot climatico, ne osserva ogni giorno i segnali: eventi meteorologici estremi, erosione costiera e trasformazioni degli ecosistemi.
Proprio come risposta comunitaria agli impatti devastanti provocati dal ciclone Harry nel gennaio 2026, è nata la prima edizione del festival Ricucire Linosa: due settimane di volontariato e workshop culturali dedicati alla cura dell’isola e alla creazione di momenti di comunità, riflessione e partecipazione sul territorio.
In questo contesto si è inserita la formazione “Cambiamenti climatici a Linosa: capire gli impatti, costruire soluzioni insieme”, curata da A Sud. Il workshop ha coinvolto una ventina tra abitanti, attivisti/e e volontari/e ed è stato articolato in tre momenti partecipativi. Nella prima parte è stato presentato un quadro generale dei cambiamenti climatici, con dati sul Mediterraneo come hotspot climatico e un approfondimento sugli impatti che interessano le isole e gli ecosistemi marini. Successivamente, gli abitanti hanno condiviso gli effetti del cambiamento climatico già visibili sull’isola, mettendo in comune osservazioni ed esperienze dirette. Infine, il gruppo ha lavorato all’individuazione di possibili risposte comunitarie e di spunti per future azioni territoriali, prendendo ispirazione anche da esperienze e pratiche di adattamento sviluppate in altri contesti.
Il workshop ha rappresentato un momento di forte partecipazione, significativo non solo dal punto di vista formativo, ma soprattutto come occasione di confronto, durante la quale le persone che vivono l’isola hanno condiviso esperienze, osservazioni e preoccupazioni. Tra gli impatti climatici più frequentemente segnalati sono emersi l’aumento degli eventi meteorologici estremi e delle ondate di calore, la crescente presenza di specie aliene nella fauna marina e gli squilibri degli ecosistemi marini e terrestri.
Il lavoro si è poi concentrato sulle possibili soluzioni da mettere in atto a livello locale, tra cui la creazione di un rifugio climatico, una pianificazione strategica di lungo periodo per l’agricoltura e il monitoraggio delle specie ittiche, l’identificazione delle aree maggiormente esposte all’erosione costiera, accompagnata da un’azione di sensibilizzazione e pressione nei processi decisionali per promuovere interventi di contrasto, e la piantumazione di nuovi alberi sull’isola.
L’incontro ha confermato come la costruzione di spazi di confronto e partecipazione rappresenti un elemento fondamentale per affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico. La condivisione delle conoscenze locali, unita al dialogo con esperienze maturate in altri territori, ha permesso di individuare bisogni, priorità e prime possibili azioni, ponendo le basi per futuri percorsi di adattamento e di cura condivisa del territorio.

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