
11
Paesi di intervento
Il primo cortometraggio realizzato con attrezzature professionali, un impianto elettrico installato dopo mesi di formazione, una canzone che diventa una professione, una rampa che rende una scuola più accessibile. Sono immagini diverse, ma raccontano la stessa storia: quella di giovani che, insieme alle istituzioni, alle organizzazioni locali e alle proprie comunità, hanno trasformato competenze, idee e relazioni in nuove opportunità.
È da questa idea che ha preso forma Neet’s Net, progetto finanziato dalla Cooperazione Italiana, promosso da COE ETS e realizzato insieme ad ARCS, ai partner camerunesi e alle istituzioni del Paese, con un approccio fondato sulla collaborazione e sul rafforzamento delle opportunità già presenti nei territori.
Per Fortune, una delle giovani coinvolte, il cambiamento non è stato solo professionale. Durante il percorso di formazione ha acquisito competenze tecniche, ma soprattutto una maggiore consapevolezza del proprio ruolo nel mondo del lavoro. “Ho imparato cosa significa lavoro dignitoso, quanto siano importanti i propri diritti e doveri e quanto contino l’autostima e la preparazione professionale“, racconta. Un’esperienza condivisa da molte ragazze e ragazzi che hanno frequentato i corsi del Politecnico di Bamboutos Leonardo da Vinci grazie alle 150 borse di studio finanziate da ARCS nei settori dell’installazione elettrica e dell’idraulica domestica, con una formazione pratica pensata per facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro.
La formazione è stata accompagnata da un lavoro costruito insieme agli attori del territorio per rendere più accessibili le opportunità già esistenti. In questo contesto, ARCS ha realizzato una mappatura di 350 servizi pubblici e privati dedicati all’impiego e alla formazione nelle città di Mbalmayo, Bafoussam e Garoua, uno strumento utile per orientarsi tra le opportunità disponibili.
Parallelamente, è stata sviluppata JobNet, un’applicazione gratuita pensata per mettere in contatto giovani, imprese ed enti di formazione attraverso un’unica piattaforma digitale. Per assicurarne la continuità anche oltre la conclusione delle attività, l’app è stata affidata al Fondo Nazionale dell’Impiego (FNE), che oggi ne garantisce la gestione e lo sviluppo.
Anche Youssufa racconta come il valore del percorso sia stato soprattutto nelle relazioni costruite. Attraverso le attività di Neet’s Net ha incontrato il Ministero del Lavoro e della Formazione Professionale, il FNE, organizzazioni della società civile e altri giovani provenienti da contesti diversi. “Questa esperienza ha rafforzato la mia fiducia e mi ha aiutato a entrare nel mondo del lavoro“, spiega, sottolineando come conoscere i propri diritti e ampliare la propria rete di contatti abbia avuto un impatto concreto sul suo percorso.
Le occasioni di incontro sono cresciute anche grazie ai tre Festival del Lavoro dei Giovani, organizzati nelle città coinvolte. Oltre 1.500 persone (giovani, istituzioni, imprese, organizzazioni della società civile e cittadini) hanno partecipato a giornate di confronto dedicate al lavoro dignitoso, all’inclusione e all’imprenditorialità. Ma quei festival sono stati anche uno spazio in cui la creatività è diventata uno strumento di partecipazione.
Tra i protagonisti c’è Nicolas Hyacynthe, selezionato attraverso uno dei concorsi artistici promossi prima dei festival. “Quel sostegno ci ha permesso di realizzare il nostro primo cortometraggio e di acquistare attrezzature professionali. Da lì abbiamo continuato a lavorare nel settore audiovisivo e a costruire nuove collaborazioni.” Un racconto che trova eco nelle parole del musicista Mamadou: “Da quel momento la mia carriera è cambiata. Ho pubblicato nuove canzoni, realizzato videoclip e oggi la musica è diventata la mia principale fonte di reddito.” Complessivamente sono stati sostenuti 20 artisti e gruppi artistici, valorizzando il ruolo della cultura come spazio di espressione, partecipazione e crescita professionale.
La partecipazione è proseguita anche attraverso quindici atelier organizzati nelle tre città coinvolte. Più di 500 persone hanno discusso di diritti, imprenditorialità, inclusione, prevenzione delle discriminazioni, uguaglianza di genere e tutela della salute nei luoghi di lavoro. Da questi incontri sono nati video, performance teatrali, campagne di sensibilizzazione e iniziative rivolte alla cittadinanza, ideate e realizzate insieme ai partecipanti.
In alcuni casi il confronto si è trasformato in un cambiamento tangibile degli spazi condivisi. In tre scuole sono state costruite rampe di accesso per migliorare l’accessibilità degli edifici. Durante una delle inaugurazioni, una dirigente scolastica ha ricordato che “questa rampa è il segno concreto dell’importanza dell’accessibilità universale, dalla scuola fino al mondo del lavoro“. Un messaggio che restituisce il senso di un intervento nato dall’ascolto delle esigenze delle comunità e sviluppato insieme alle istituzioni scolastiche.
Le attività sono proseguite anche online. Le campagne dedicate al lavoro dignitoso hanno raggiunto quasi 60.000 persone sui social network, mentre una campagna contro le discriminazioni, progettata insieme ai giovani partecipanti, ha superato le 17.000 visualizzazioni, portando il dibattito oltre gli incontri in presenza.
Accanto a tutto questo, 685 giovani hanno potuto iscriversi al sistema camerunese di assicurazione volontaria, accedendo ai primi mesi di contribuzione e rafforzando così il proprio accesso alle tutele previste dal sistema di protezione sociale nazionale.
Le storie di Fortune, Youssufa, Nicolas e Mamadou raccontano percorsi diversi, ma hanno un elemento in comune: nessuno di questi risultati nasce da un intervento isolato. Sono il frutto del lavoro condiviso tra giovani, istituzioni pubbliche, organizzazioni della società civile, enti di formazione, imprese e partner locali, che hanno costruito insieme strumenti, relazioni e opportunità destinate a continuare nel tempo.
Neet’s Net è stato realizzato da COE ETS (Centro Orientamento Educativo) insieme ad ARCS, COECAM, Ingegneria Senza Frontiere – Milano, Comune di Milano e Università Cattolica del Sacro Cuore, con il finanziamento della Cooperazione Italiana.

Paesi di intervento

Progetti

Operatori locali