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Nel sud della Tunisia, tra villaggi arroccati, antichi ksour e paesaggi desertici, prende forma una nuova proposta di turismo esperienziale nata dai racconti, dalle competenze e dalla creatività delle comunità locali.
Pochi giorni fa, presso il Centro di Interpretazione del Patrimonio di Chenini, si è svolto l’evento conclusivo di CHEMS – Chemins d’Expériences dans la Mémoire du Sud, progetto realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna, con l’obiettivo di valorizzare il territorio di Tataouine attraverso un modello di turismo più vicino alle comunità e ai loro saperi.
Il risultato principale del progetto è la creazione di un nuovo circuito composto da sei tappe e sei esperienze, costruito insieme alle donne dei Groupements de Développement Agricole (GDA) di El Ferch, Guermassa, Tlalet, Douiret, Ksar Ouled Sultan e Smar. Un percorso che invita chi visita la regione a non essere soltanto spettatore, ma partecipe di una storia fatta di tradizioni, gesti quotidiani e conoscenze tramandate nel tempo.
Le esperienze proposte permettono di scoprire il patrimonio immateriale della regione partecipando alla realizzazione di oggetti artigianali in skhab e giunco, alla lavorazione della lana, dalla filatura alla tintura naturale, alla preparazione della tradizionale salsa Hriga, alla distillazione delle acque floreali e alla creazione di maschere a base di argilla. Attività che raccontano una cultura viva e trasformano conoscenze tramandate nel tempo in occasioni di incontro e condivisione.
Le rappresentanti dei GDA hanno raccontato come CHEMS abbia permesso di valorizzare competenze e conoscenze custodite dalle comunità locali, trasformando saperi tradizionali e pratiche quotidiane in esperienze capaci di creare un incontro autentico tra visitatori e territorio. Per loro, ogni attività proposta rappresenta un’occasione per condividere la propria storia, rafforzare il legame con le tradizioni locali e aprire nuove opportunità di sviluppo per le comunità coinvolte.
Ogni esperienza nasce da un sapere locale e racconta una parte dell’identità della regione.
“Non si tratta soltanto di mostrare un prodotto o una tecnica artigianale – spiegano le partecipanti al progetto – ma di condividere una storia, un modo di vivere e un legame con il territorio”.
Il lavoro realizzato nell’ambito di CHEMS ha permesso di accompagnare i GDA nella definizione delle esperienze, nella loro organizzazione e nella costruzione di un’offerta capace di dialogare con il settore turistico. Accanto alla creazione del circuito sono stati realizzati diversi strumenti di promozione: una brochure dedicata al percorso, con la descrizione delle sei tappe e delle relative stazioni, dépliant specifici per ogni esperienza disponibili in arabo, francese e inglese, e una video-presentazione pensata per far conoscere il circuito e il territorio di Tataouine.
«Il valore aggiunto di questo progetto è aver trasformato delle competenze locali in occasioni concrete di incontro e sviluppo», sottolinea il team di CHEMS.
“Le comunità non sono semplicemente destinatarie delle attività, ma protagoniste nella costruzione della proposta turistica”.
Durante l’evento conclusivo sono state presentate le attività realizzate, il percorso formativo rivolto ai gruppi coinvolti e l’eductour organizzato per far conoscere il circuito agli operatori turistici.
L’incontro ha rappresentato anche un momento di confronto con gli attori istituzionali e con il settore turistico locale. Il Commissario regionale del turismo ha evidenziato l’importanza di iniziative capaci di promuovere un turismo sostenibile, fondato sulla valorizzazione delle risorse culturali e umane del territorio. “Progetti come CHEMS contribuiscono a diversificare l’offerta turistica della regione e a valorizzare luoghi e competenze che meritano maggiore visibilità”, ha dichiarato durante l’incontro. Anche il Presidente della Federazione delle Agenzie di Viaggio del Sud-Est ha espresso apprezzamento per il percorso realizzato: “È un prodotto turistico strutturato, capace di rispondere alla crescente domanda di esperienze autentiche”.
Il Presidente dell’AITR – Associazione Italiana Turismo Responsabile ha invece sottolineato: “Questo circuito raccoglie diversi elementi propri del turismo responsabile: il coinvolgimento delle comunità, la tutela del patrimonio locale e la creazione di relazioni autentiche tra visitatori e territori”. Pur non essendo partner del progetto, l’associazione ha espresso la propria disponibilità a promuovere il circuito attraverso la propria rete e in occasione di eventi dedicati al turismo responsabile.
La chiusura di CHEMS non rappresenta una conclusione definitiva, ma l’inizio di una nuova fase per il circuito creato.
Le sei esperienze nate dal progetto raccontano una Tataouine diversa, fatta non solo di paesaggi e monumenti, ma soprattutto di persone, conoscenze e storie. Attraverso l’artigianato, le tradizioni e il patrimonio culturale immateriale, CHEMS contribuisce a costruire una nuova narrazione del territorio: un turismo più inclusivo, sostenibile e partecipato, dove le comunità locali diventano protagoniste del racconto e dello sviluppo della propria regione.
Su Youtube il video completo dell’evento finale

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