23Settembre2026 Chi controlla il seme controlla il futuro: la sfida della sovranità alimentare in Senegal

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L’orticoltura è uno dei settori più dinamici del comparto primario senegalese, ma la sua produttività dipende interamente dalla disponibilità e dalla qualità dei fattori produttivi di partenza: le sementi.

Negli ultimi decenni si è assistito ad una crescente concentrazione del mercato delle sementi nelle mani di poche grandi imprese: i brevetti, i diritti di proprietà intellettuale e le fusioni industriali hanno modificato profondamente gli equilibri del settore. Questo sistema ha sollevato interrogativi importanti sulla concorrenza, sull’accesso alle sementi e sull’autonomia degli agricoltori. “Chi controlla il seme controlla il futuro del nostro sistema alimentare” ed è per questo che va tutelato il diritto alla sovranità alimentare, alla tutela della biodiversità e alla possibilità per gli agricoltori di conservare, riprodurre e scambiare sementi. Le sementi rappresentano un patrimonio costruito nel corso di migliaia di anni grazie al lavoro di generazioni di agricoltori e comunità locali.

La filiera delle sementi svolge un ruolo centrale nella sovranità alimentare anche in Senegal, poiché costituisce il punto di partenza di ogni produzione agricola: disporre di sementi accessibili e di qualità consente al paese di gestire in autonomia il proprio approvvigionamento alimentare, senza dipendere dall’estero. Quando gli agricoltori accedono esclusivamente a sementi importate, le produzioni nazionali sono rese vulnerabili dalle fluttuazioni dei prezzi, dalle interruzioni delle forniture e dal progressivo diffondersi di malattie.

Ed è sulla promozione e lo sviluppo della filiera delle sementi orticole, iniziando dalla coltura del pomodoro, che il progetto IASSS ha deciso di orientare le proprie attività di ricerca, formazione e divulgazione. Un intervento finanziato dalla Cooperazione Italiana nel quadro del Piano Mattei e promosso dal Polo Museale – Sezione Orto Botanico di Sapienza Università di Roma, in partenariato con l’Istituto Superiore di Formazione Agricola e Rurale (ISFAR) dell’Università Alioune Diop di Bambey, l’Organizzazione Internazionale Alliance of Bioversity&CIAT e ARCSAPS.

Il progetto intende affrontare il tema dell’assenza di una produzione locale di sementi orticole certificate avviando, grazie al trasferimento a ISFAR di una serra ad alta tecnologia, un percorso di creazione e stabilizzazione della filiera delle sementi orticole nelle regioni di Thiès e Diourbel. Per fare questo è necessario rafforzare la ricerca pubblica sulle sementi, sulla tutela della biodiversità agricola e le varietà tradizionali, potenziare la promozione di programmi di conservazione del patrimonio genetico e migliorare il dialogo tra innovazione e interesse pubblico. La questione della proprietà delle sementi non è soltanto una questione economica, ma è anche una scelta che riguarda il modello di sviluppo che si vuole perseguire per la sostenibilità e il futuro delle comunità locali.

Per partecipare alle diverse fasi del progetto è in corso una selezione di 100 aziende agricole da coinvolgere nelle attività di ricerca applicata. Questo lavoro è svolto in stretta collaborazione con organizzazioni contadine locali, quali la Federazione dei Produttori Orticoli delle Niayes, (FPMN), l’AUMN (Associazione delle Unioni Ortofrutticole delle Niayes); il RESOPP (Rete delle Organizzazioni Contadine e Pastorali del Senegal), l’UNIS (Unione Nazionale Interprofessionale delle Sementi del Senegal), il Comitato per il Pomodoro oltre ai Servizi tecnici deconcentrati e alle Agenzie Nazionali di Assistenza tecnica e Formazione in agricoltura.

 

Il lavoro è solo all’inizio, la strada scelta è quella più difficile e lunga, ma è sicuramente il percorso più utile per il Paese.

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