24Settembre2026 Jerash: un anno di lavoro tra patrimonio, turismo e inclusione

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Un momento di confronto tra istituzioni, società civile, operatori turistici e realtà locali ha permesso di fare il punto sul percorso avviato a Jerash per rafforzare la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, promuovendo al tempo stesso un turismo più sostenibile e inclusivo. È questo il senso dell’iniziativa organizzata da ARCS presso il ristorante Lolot Alrawada, nell’ambito del progetto Sustainable Jerash: enhancing cultural heritage for an inclusive tourism, finanziato dalla Cooperazione Italiana.

L’incontro ha rappresentato un’occasione per condividere i risultati raggiunti nel primo anno di progetto e mettere a confronto i diversi attori coinvolti sul futuro della gestione e della valorizzazione del patrimonio della città. Un percorso che parte dalla tutela del sito archeologico, ma guarda alla cultura come una risorsa capace di generare partecipazione, inclusione e nuove opportunità per la comunità locale.

Jerash è infatti uno dei principali siti archeologici della Giordania e rappresenta una risorsa culturale ed economica di grande valore per il territorio. Valorizzarlo significa intervenire non solo sulla conservazione dei suoi monumenti, ma anche sulle modalità con cui il patrimonio viene gestito, raccontato e reso accessibile.

Tra i principali risultati raggiunti nel primo anno c’è la realizzazione del Site Management Plan di Jerash, elaborato per rafforzare la gestione del sito archeologico e del centro urbano. A questo si è affiancata una mappatura partecipativa dei luoghi di interesse turistico, pensata per ampliare lo sguardo oltre i monumenti più conosciuti e riconoscere il patrimonio diffuso e le risorse presenti sul territorio.

Il progetto ha inoltre contribuito a rendere più strutturata la gestione del sito attraverso l’elaborazione di procedure operative standard e ha avviato la realizzazione di un vademecum informativo per migliorare gli standard qualitativi e la sostenibilità dell’offerta turistica di Jerash. A questi strumenti si aggiunge un importante investimento sulle competenze. Sono stati attivati quattro percorsi di formazione rivolti ad almeno 20 persone delle autorità locali impegnate nella gestione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e turistico. Il progetto ha inoltre dotato il FabLab di nuove attrezzature e realizzato due percorsi formativi sull’utilizzo delle stampanti 3D, creando uno spazio di sperimentazione in cui patrimonio, innovazione e nuove competenze possono incontrarsi.

La valorizzazione del patrimonio passa anche dalla possibilità di renderlo accessibile a tutte e tutti. Per questo l’inclusione delle persone con disabilità costituisce una componente centrale del progetto.

Tra le azioni avviate c’è la creazione di un percorso con golf cart che permetterà ai visitatori con disabilità motorie di raggiungere e visitare il sito archeologico e l’area delle terme orientali.

L’attenzione all’accessibilità riguarda però anche le competenze e le opportunità. Il progetto prevede infatti percorsi di formazione rivolti agli operatori turistici locali sui temi della promozione turistica e della disabilità e sta lavorando all’inserimento lavorativo di 16 persone con disabilità intellettive nel settore turistico. L’obiettivo è collegare in modo concreto inclusione sociale, valorizzazione del territorio e opportunità professionali.

È proprio attorno a questi temi che si è sviluppato l’incontro organizzato da ARCS, che ha riunito 26 partecipanti in rappresentanza del Ministero del Turismo e delle Antichità (MoTA), del Department of Antiquities (DoA), dell’Higher Council for the Rights of Persons with Disabilities (HCD), di organizzazioni della società civile locali, partner del progetto, imprese e operatori turistici, attivisti e un membro del Parlamento. Dopo la presentazione di ARCS sul progetto e sui risultati raggiunti, gli interventi degli stakeholder istituzionali hanno permesso di condividere diverse prospettive sul percorso intrapreso e sul contributo che ciascuna istituzione può portare alla valorizzazione di Jerash. Particolarmente significativo l’intervento del professor Fawzi, Direttore Generale del Department of Antiquities, che ha espresso grande apprezzamento per il lavoro realizzato.

Un secondo momento è stato dedicato alla presentazione e al lancio ufficiale del Site Management Plan, realizzato con il partner TURATH for Studies and Design, seguito da una sessione di domande e risposte che ha evidenziato il forte interesse dei partecipanti.

Il confronto è poi proseguito attraverso due tavoli tematici, dedicati rispettivamente alla promozione del patrimonio culturale e all’inclusione delle persone con disabilità. Lo spazio di discussione ha permesso di condividere buone pratiche, individuare criticità e raccogliere idee e raccomandazioni che contribuiranno alla definizione delle campagne di sensibilizzazione previste dal progetto.

Il lavoro avviato proseguirà con gli interventi di conservazione e valorizzazione della Chiesa del Viadotto, del mosaico presente al suo interno e delle terme orientali, insieme alle azioni per migliorare l’accessibilità del sito.

Sul fronte del turismo saranno sviluppate nuove opportunità di formazione per gli operatori locali, mentre proseguirà la realizzazione dell’applicazione mobile dedicata a Jerash, pensata per accompagnare i visitatori nella scoperta dei luoghi di interesse della città.

Sono inoltre previsti quattro percorsi di formazione professionale nel settore della ristorazione, accompagnati da attività di inserimento lavorativo, e la creazione di un ristorante sociale, con uno spazio espositivo per la vendita di souvenir e prodotti locali, in collaborazione con il Comune di Jerash.

Il progetto guarda quindi alla valorizzazione del patrimonio come a un processo che coinvolge l’intero territorio. Conservare i monumenti, migliorare la gestione, rendere i luoghi accessibili, rafforzare le competenze e creare opportunità per la comunità sono parti di uno stesso percorso.

È in questa prospettiva che il progetto Jerash vuole contribuire a costruire un modello di turismo più sostenibile e inclusivo, nel quale il patrimonio culturale non sia soltanto qualcosa da visitare, ma una risorsa condivisa, capace di generare partecipazione e nuove opportunità per la comunità che lo custodisce.

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