Covid19: l’impegno di ARCS in Italia e nel mondo durante la pandemia

ARCS ha risposto all’emergenza nell’immediato scoppio della pandemia di Covid19, per tutto il periodo di lockdown, e continua nella sua azione sociale attraverso la riqualificazione e l’ampliamento delle proprie attività, avviando inoltre nuovi interventi per rispondere alle emergenze non soltanto sanitarie, ma anche sociali ed economiche delle comunità in cui opera, con progetti di cooperazione e solidarietà in Italia e nel mondo.

Le principali iniziative e attività si sono concentrate sul contrasto all’aumento di casi di povertà, di esclusione e fragilità sociali, con l’attivazione di virtuose reti capillari di welfare di prossimità.

In primo luogo ARCS ha cercato di dare risposte immediate ai bisogni essenziali di persone e comunità, promuovendo mantenimento e rafforzamento delle relazioni sociali in tempi di grave isolamento fisico e umano, affinché nessuna/o venisse lasciato indietro, laddove volontarie e volontari e cooperanti dell’associazione operano in Italia, Tunisia, Libano, Giordania, Egitto, Senegal, Camerun e Cuba.

ITALIA

In Italia, epicentro europeo di diffusione della pandemia, abbiamo risposto all’esigenza solidale delle nostre reti associative attivando la campagna di raccolta fondiAlimenta la Solidarietà” con la quale abbiamo sostenuto il lavoro e l’impegno solidale di circoli e associazioni partner che si occupano di aiuto alimentare da nord a sud del Paese e che non hanno mai abbandonato i più vulnerabili.

Abbiamo scelto di continuare il lavoro portato avanti con i nostri progetti di educazione alla cittadinanza globale e capacity building, riformulando le attività in essere e convertendo le formazioni in presenza con percorsi formativi online. Grazie all’investimento in piattaforme digitali idonee, abbiamo permesso a centinaia di utenti di partecipare da remoto a corsi, laboratori, workshop su diversi temi, dal cambiamento climatico alla comunicazione efficace, dal ciclo di progetto allo sviluppo di soft skills nei giovani, contribuendo al rafforzamento di competenze professionali e non.

Un partecipante alla formazione online su Ciclo di Progetto e Teoria del Cambiamento

“L’aggiornamento – in termini di formazione continua – assume la funzione di atto di responsabilità per chi lavora tra, per e con le persone. In questo senso il workshop sulla Teoria del Cambiamento ha proposto strumenti pratici, attuabili per leggere in modo critico la realtà e tenere sempre presente il senso, di solidarietà giustizia ed impegno, che muove il nostro agire progettuale”.

Abbiamo riconvertito in attività all’aperto alcune azioni previste da progetti di cittadinanza globale in cui siamo partner, rimodulando gli interventi previsti nella città di Roma.

Abbiamo organizzato eventi all’aperto e in luoghi idonei al mantenimento delle misure di sicurezza, come le passeggiate sonore per i cittadini, in collaborazione con i ragazzi migranti di Guide Invisibili, esempi di momenti di inclusione e socialità nel rispetto delle regole.

Partecipanti delle passeggiate sonore

“Un viaggio tra qui e l’altrove”
“Un’esperienza unica, per vedere il mondo con gli occhi dell’altro”

Abbiamo rimodulato i nostri progetti di volontariato, scambio di buone pratiche e servizio civile, supportando i volontari stranieri rimasti in Italia all’interno dei propri progetti, ospitati da associazioni locali, realizzando attività interamente online durante il lockdown (corsi di lingue, approfondimento della lingua italiana, elaborazione di materiali di comunicazione) e poi all’aperto, impegnandosi con le associazioni ospitanti in attività culturali e artistiche a sostegno delle comunità locali.

Sara Ma. Toledo Moreno, volontaria del progetto Youthquake presso l’associazione Anffas di Macerata

“Abbiamo avuto la fortuna di partecipare a diverse lezioni in presenza presso la Biblioteca comunale, dove la vista sulla città è incredibile! Ora continuiamo a seguire le lezioni di italiano ma attraverso skype […]. Per quanto riguarda il periodo di “reclusione” […] Sto continuando le attività manuali con gli utenti che vivono qui: pittura, tecniche di decoupage con scatole di caramelle, attività fisica in palestra e in giardino, cuciniamo, leggiamo storie, balliamo, guardiamo film.”

MEDIO ORIENTE

A sostegno del popolo libanese colpito dall’emergenza covid-19 e dalle violente esplosioni del mese di agosto, abbiamo attivato sui nostri canali social e sul nostro sito la raccolta fondi “Beirut Calling

Grazie alle donazioni raccolte abbiamo potuto sostenere il lavoro del nostro partner locale Basmeh & Zeitooneh, distribuendo pasti, pacchi alimentari, mascherine e coperte. Siamo anche riusciti a supportare la rimozione delle macerie e la ricostruzione di alcune abitazioni di Beirut.

La raccolta fondi sta andando avanti a sostegno di un progetto nato all’indomani della tragedia: la Nation Station. In una stazione di servizio abbandonata vicino all’ospedale Al-Roum, nel quartiere di Geitawi, zona gravemente colpita dalle esplosioni di agosto, alcuni ragazzi hanno cominciato a distribuire cibo agli abitanti del quartiere. Questo primo piccolo gesto di solidarietà si è presto strutturato in un centro di soccorso pienamente operativo che fornisce cibo e medicinali, oltre a cercare di riparare le abitazioni più gravemente danneggiate.

Nation Station ha l’obiettivo di diventare un centro comunitario autosufficiente

In Libano abbiamo supportato il Siblin Governmental Hospital in risposta all’emergenza Covid-19 in atto nel Paese. L’ospedale sta realizzando un reparto dedicato che sarà dotato di dispostivi di protezione individuale ed altre attrezzature mediche e sanitarie da acquistare sul territorio libanese. Abbiamo fornito attrezzature mediche e strumenti sanitari per il potenziamento del reparto: 20 letti, di cui 4 in terapia intensiva, e altre attrezzature mediche.

Adele Cornaglia, cooperante ARCS in Libano

“In questo periodo di forte crisi che sta colpendo indistintamente tutto il Libano, il settore sanitario pubblico, già da tempo costantemente sotto pressione, si trova a dover affrontare la pandemia in una situazione di forte precarietà. Per questo, come sostenuto dal Direttore dell’ospedale di Sibline, interventi a favore delle strutture sanitarie libanesi sono oggi fondamentali: continuiamo il nostro impegno per garantire laddove possibile i mezzi oggi più che mai necessari ad affrontare questa grave emergenza.”

Nell’ambito del vasto programma a supporto dei Centri Comunitari gestiti dall’ONG libanese partner Basmeh & Zeitooneh, abbiamo fornito tablet e materiale didattico per la realizzazione da remoto di corsi di formazione a donne, per il supporto scolastico di centinaia di alunni e per il supporto psicosociale di minori e donne. Circa 300 beneficiari hanno usufruito dei materiali e dei servizi.

Lo staff ARCS in Libano

“Consapevoli delle differenze con il sistema formativo ordinario e delle difficoltà che questo metodo alternativo presenta, come la mancanza dell’interazione diretta e umana o lo scarso accesso da parte delle famiglie ad una linea internet o un dispositivo elettronico efficienti, abbiamo comunque scelto di mantenere vivo il nostro impegno a garanzia dei diritti fondamentali di bambini, giovani e donne come l’educazione, la tutela contro abusi e violenze, l’inclusione sociale e lavorativa”.

Nell’ambito del progetto DROIT che supporta il potenziamento dei servizi offerti da due penitenziari libanesi, abbiamo offerto supporto psicosociale, attività di informazione e sensibilizzazione sul COVID 19 e distribuito ai detenuti dispostivi di protezione individuale, raggiungendo circa 500 beneficiari.

Giuseppe Cammarata, cooperante ARCS in Libano

“[…] nonostante le misure di contenimento imposte dal virus, ARCS, insieme ai suoi partner AJEM e MS, attraverso il progetto DROIT, continua a lavorare nelle carceridi Roumieh e Barber el-Khazen, pur se da remoto, e continua a realizzare le attivitá di sostegno psicosociale agli ex-detenuti della struttura di Rabieh, che non ha mai chiuso.”

In Giordania, nell’ambito del progetto PRO-ACTION, focalizzato su interventi a favore di bambini con disabilità, abbiamo avviato azioni di sensibilizzazione sul COVID-19, dedicate ai bambini disabili e alle famiglie, coinvolgendo i piccoli anche in contest dedicati al corretto procedimento del lavaggio delle mani. Nei tre centri comunitari in cui operiamo attivamente insieme ai partner locali, abbiamo distribuito dispositivi di protezione individuale e gel igienizzanti. Oltre cento sono le persone che hanno beneficiato di questi interventi.

Margherita Gastaldi, cooperante ARCS in Giordania

“Nel frattempo, noi continuiamo con i nostri impegni virtuali con le comunità che ci hanno accolto e che in questo momento difficile ci hanno mostrato continuo interesse e voglia di partecipare alle nuove iniziative.”

Per la promozione dell’empowerment economico e sociale delle donne vulnerabili in Libano, Giordania ed Egitto, ARCS si sta impegnando nell’attivazione di Cash for Work, microcredito e grant a favore delle imprenditrici locali per la ripresa delle loro attività commerciali, supportando anche un centinaio di famiglie vulnerabili in difficoltà in Egitto, attraverso la fornitura di pacchi alimentari.

Alice Bodo, cooperante ARCS in Libano

“Nonostante le attività di terreno abbiano subito un importante rallentamento a causa della difficile situazione economica, sociale, politica e sanitaria che il Libano sta vivendo, finalmente la pandemia conta meno contagi, le restrizioni sono ridotte e lo staff di ARCS è riuscito a rientrare nel Paese dopo un periodo trascorso in Italia, lavorando da remoto. […] l’impegno di ARCS a favore delle popolazioni più vulnerabili non si è mai arrestato ed è quanto più necessario. Per questo siamo felici di essere tornati e siamo pronti a ripartire.”

AFRICA

In Tunisia, dove le restrizioni hanno causato seri problemi al tessuto delle microimprese, costrette a continuare a sopportare i costi correnti (affitti, spese di personale) in assenza di entrate, abbiamo focalizzato il nostro impegno proprio nel sostegno alle microimprese create dai nostri progetti nella regione di Tataouine, supportando i costi fissi delle strutture e attivando piccole iniziative di rilancio.

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In Senegal e Camerun, abbiamo portato avanti le attività in corso nonostante le difficoltà dovute alla diffusione della pandemia, creando degli spot radiofonici insieme ai partner per informare e sensibilizzare la comunità locale, fornendo strumenti di protezione individuale e formando il personale in loco.

Insieme allo staff del partner ACREST abbiamo concepito 50 lavamani realizzati con materiali locali, distribuiti in tutti gli istituti scolastici compresi nella zona di intervento del nostro progetto ENTER in Camerun. Mascherine e prodotti igienizzanti sono in corso di fabbricazione con l’aiuto di microimprese e artigiani locali.

Lillo Messina, cooperante ARCS in Camerun

“Siamo pronti a ripartire, in sicurezza e con il desiderio di portare l’acqua potabile in 20 villaggi dell’Ovest camerunese dove tifoidi, parassitosi ed altre malattie idriche sono fra le principali cause di mortalità.”

America Latina

A Cuba, dopo la chiusura delle frontiere e l’invito a tutti gli stranieri di lasciare l’isola – incluso un nostro volontario che era presente nell’ufficio locale ARCS – abbiamo avviato un confronto con i partner, istituzioni locali e finanziatori dei progetti in corso, con l’obiettivo di verificare la possibilità di sostenere lo sforzo locale nell’affrontare l’espandersi della pandemia e allo stesso tempo ampliare l’impatto degli interventi stessi.

Nell’ambito del nostro programma Innova Cuba siamo intervenuti su due linee di azione originali del progetto: turismo culturale e imprenditoria giovanile. Abbiamo contribuito alla fornitura di dispositivi di protezione individuale, termometri, strumenti utili alla sanificazione di luoghi turistici e culturali, materiali per la realizzazione locale di mascherine riutilizzabili per gli operatori delle strutture, un tagliatore laser di ultima generazione e una piegatrice automatica per produrre elementi di protezione specializzati, dalle maschere ai pannelli e divisori in plexiglass.

In vista della ripresa del turismo culturale all’Avana prevista per l’autunno 2020, abbiamo prodotto materiale informativo da distribuire alle diverse strutture turistiche culturali del centro storico, indicanti le misure sanitarie da rispettare al loro interno.

Abbiamo operato anche attraverso azioni di solidarietà portate avanti con fondi propri, in linea con la nostra strategia e le priorità di intervento nel Paese. Abbiamo sostenuto il nostro partner storico – il Ministero della Cultura Cubano – con il quale si sta avviando la realizzazione del progetto “La Casa de Todos”, per garantire la ripresa in sicurezza dell’anno scolastico nelle scuole di orientamento artistico della città de L’Avana. Abbiamo fornito termometri digitali per la misurazione della temperatura all’ingresso delle scuole, di cui beneficeranno circa 4000 persone tra studenti, professori e operatori delle diverse scuole d’arte della città.

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