EVS on-arrival nei Balcani: tutti insieme appassionatamente a Sarajevo

Scritto da Gaetano Nardone, volontario partito a febrraio nell’ambito del progetto di servizio volontario europeo organizzato da ARCS.

Dal 16 aprile al 21 scorso si e’ tenuto nella bellissima e suggestiva capitale della Federazione di Bosnia – Erzegovina, Sarajevo, il training on-arrival previsto per tutti i volontari alle prese con la prima esperienza da EVS – European Voluntary Service.

Klina – Pristina – Novi Pazar – Sarajevo rappresentano le citta’ del nostro itinerario in bus che ha comportato il passaggio di tre confini, quello kosovaro (Kfor), a seguire quello serbo e infine quello bosniaco, tre cambi bus e ben 12 ore di viaggio. Stremati ma contenti di essere arrivati alla meta, io e Chiara ci siamo trovati proiettati in un contesto pieno di giovani come noi, ben 34 provenienti da ogni parte d’Europa – dal nord al sud e da ovest ad est – e tutti con esperienze di vita e di studio di grande valore ma che hanno scelto la missione di diventare volontari nei Balcani. Molti, tra cui tanti francesi, svolgono il servizio in Repubblica di  Macedonia, altri, tra cui diversi britannici, hanno optato per la Bosnia, altri ancora per la Serbia e…noi invece gli unici per il Kosovo! Ovviamente la scelta del paese e/o del progetto non ha niente a che vedere con la nazionalita’ di riferimento; la Macedonia e la Bosnia sono i paesi che ricevono piu’ EVS rispetto agli altri  perche’ presentano piu’ progetti  e si dimostrano piu’ attivi in questo settore. Essendo un numero abbastanza sostanzioso siamo stati divisi in 2 gruppi e cosi’ io e Chiara, capitati in due gruppi diversi, non abbiamo condiviso la stessa esperienza; ma per certi versi e’ stato meglio cosi’. Infatti, quando io e lei ci siamo confrontati sulle nostre giornate di “lavoro” con i trainers, abbiamo constatato la diversita’ nel metodo e nelle attivita’ svolte ma non per questo eravamo contrariati, anzi, e’ stato un modo per capire le diverse modalita’ di approccio all’educazione non formale. Ci sono stati anche dei momenti di condivisione generale di alcune attivita’ come, ad esempio, la visione di un film sulla guerra in Bosnia, che e’ stata oggetto di spunti e riflessioni personali in seguito.

Dal punto di vista dell’apprendimento e’ stata un’esperienza importante anche per capire meglio come funziona il programma che supporta e finanzia i nostri singoli progetti in cui siamo coinvolti e per confrontarci sulle nostre aspettative; ma credo che umanamente sia stata un’esperienza unica dove abbiamo condiviso le nostre emozioni, attivita’ e relazioni umane. E’ stato incredibile come ognuno di noi abbia instaurato in cosi’ breve tempo una relazione importante con l’altro; io, ad esempio, mi sono sentito subito a mio agio e senza particolari complessi culturali e/o comunicativi e spesso dopo le nostre attivita’ abbiamo condiviso tutti insieme momenti ricreativi all’interno e all’esterno dell’Hotel dove ci trovavamo ospiti. Alla fine del training ci siamo salutati con la promessa di rincontrarci in altre occasioni e sicuramente al prossimo training, quello di mid-term, che si svolgera’ la prima settimana di luglio quasi sicuramente a Belgrado, in Serbia.

Non ci resta che attendere l’estate e capire cosa e quanto e’ cambiato dal nostro primo incontro e confrontarci nuovamente sulle nostre esperienze sul campo.

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