Delegazione di Arci Firenze in Palestina

copertina_beit_doquNella prima settimana di ottobre una delegazione del comitato territoriale fiorentino dell’Arci ha visitato i Territori Occupati Palestinesi. Gli obiettivi della missione sono stati il monitoraggio di un progetto di cooperazione internazionale attualmente in corso a Beit Doqu e la partecipazione ad una serie di incontri con la società civile palestinese.

Il progetto “Terra è Libertà” è stato avviato solo all’inizio del 2014, ma ha già dato ottimi risultati. Prima di spiegare quali sono le attività del progetto è opportuno descrivere le condizioni in cui si trova Beit Doqu, il villaggio palestinese dove si sviluppa l’azione. Beit Doqu fa parte della West Bank, a metà strada tra Gerusalemme e Ramallah, e rientra in quella che dopo gli Accordi di Oslo viene chiamata Area C, ovvero è un territorio palestinese, dove sia il controllo amministrativo che quello militare sono gestiti dalle autorità israeliane. L’enclave di Biddu, di cui fa parte Beit Doqu, ha una posizione geografica particolarmente significativa, perché si trova completamente circondato dalle strutture dell’occupazione israeliana: a ovest dal Muro di separazione e a nord ed est da alcuni insediamenti illegali israeliani. Questa comunità rimane l’ultimo baluardo della presenza palestinese nella zona ed è costretta a resistere quotidianamente per non cedere il proprio territorio, che altrimenti rischierebbe l’annessione al territorio israeliano. Per questi ed altri motivi l’Arci di Firenze ha deciso da due anni di impegnarsi a sostenere le attività dell’organizzazione locale Beit Doqu Development Society.

In particolare, il progetto “Terra è Libertà” ha l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita di 8 famiglie di produttori agricoli del villaggio attraverso la land rehabilitation di 16 dunums (1 dunum = 1.000 m²) di terreno agricolo, la dotazione di sistemi d’irrigazione e la fornitura delle sementi e degli strumenti necessari alla coltivazione. Nonostante che le attività non siano ancora terminate, i risultati raggiunti sono andati ben oltre le aspettative. A poco più di metà del percorso progettuale sono 9 le famiglie che hanno beneficiato del progetto e i terreni che sono stati riportati ad essere completamente produttivi hanno una copertura di circa 27 dunums. La soddisfazione per l’andamento delle attività progettuali ci spinge a continuare la promozione di tutte quelle attività volte a rompere l’isolamento fisico e mediatico a cui Israele ed i suoi insediamenti costringono la popolazione palestinese. Per questo, come Arci Firenze abbiamo già in programma la prossima iniziativa d’informazione sulle attività del progetto “Terra è Libertà” e di solidarietà con la popolazione palestinese, che si svolgerà venerdì 24 ottobre alle 21 al Circolo dell’Isolotto.

La situazione di Beit Doqu non è purtroppo molto diversa da quella di molti altri villaggi palestinesi. A causa delle politiche oppressive e totalmente illegali israeliane, la popolazione palestinese vive una condizione che per chi viene dall’estero è semplicemente inimmaginabile: è costretta a quotidiane umiliazioni, viene sottoposta dalle autorità israeliane a detenzioni amministrative sine die senza processi né incriminazioni, è obbligata a lunghe file ai checkpoint per poi essere sottoposti all’arbitrio di giovanissimi soldati che non devono render conto a nessuno delle loro azioni e decisioni, è sottoposta a continue provocazioni da parte dei coloni armati e scortati dall’esercito israeliano fin dentro le zone palestinesi e viene espropriata continuamente della terra senza che la comunità internazionale sia capace di intervenire. La violenza fisica e psicologica delle autorità occupanti segna la vita quotidiana di tutta la popolazione palestinese. Il silenzio mediatico ed istituzionale sulla situazione palestinese è un’ulteriore arma dell’occupazione israeliana, per questo è importante continuare a lavorare, sia in Palestina che nei nostri territori, per rompere l’isolamento e la prigione a cielo aperto in cui è costretto il popolo palestinese.

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