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Dal Libano un viaggio di conoscenza in Italia

Nell’ambito del progetto dal titolo “Inclusione sociale, formazione e salute riproduttiva per donne e bambinidell’area di Naba’a, Bourj Hammoud” (AID 010558), cofinanziato dall’AICS, dal 7 al 14 dicembre ARCS realizzerà un viaggio di conoscenza in Italia per 5 persone, 3 di nazionalità siriana e 2 di nazionalità libanese.

Il progetto si svolge in un quartiere di Beirut (Naba’a/Bourj Hammoud) abitato da libanesi, rifugiati siriani ed altre minoranze, tanto da risultare un vero melting pot, quasi un unicum nel panorama sociale del Libano, dove le popolazione di diverso credo religioso, di diversa estrazione sociale e di diversa provenienza faticano a mescolarsi.

In quest’area ARCS ha sostenuto per 3 anni un centro comunitario gestito dall’organizzazione Basmeh wa Zeitoneeh (“sorrisi ed olive” in arabo) lungo 3 assi di intervento: empowerment femminile, educazione ed integrazione sociale per minori e sostegno alla salute, anche sessuale e riproduttiva.

Fra le attività di empowerment è stato realizzato un laboratorio sartoriale a cui hanno partecipato 30 donne, quasi tutte siriane rifugiate, che hanno imparato a cucire, a fare l’uncinetto ed a riammodernare abiti dismessi applicando dettagli fashion (upcycling, in inglese) da rivendere successivamente nel circuito dell’economia informale del quartiere.

Nell’ambito delle attività di capacity building del partner locale, 5 persone, a vario titolo coinvolte nella gestione e nella programmazione delle attività del centro, viaggeranno fra Roma, Napoli e Caserta con l’obiettivo di conoscere e capire come funziona l’economia circolare; visitare esempi di progetti o attività di empowerment femminile che hanno portato ad un effettivo miglioramento delle condizioni di vita delle beneficiarie (auto-imprenditorialità femminile), nel settore tessile/abbigliamento/moda/riciclo abiti ed accessori e simili; intraprendere contatti e scambi con il circuito delle botteghe solidali (a cui eventualmente vendere o dare in conto vendita i prodotti realizzati a Naba’a); apprendere il concetto cittadinanza attiva, magari attraverso esempi gestiti/organizzati soprattutto da gruppi di donne.

Ecco l’agenda del viaggio

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