01Luglio2019 IMPRENDI-TU: promozione dell’imprenditoria giovanile e femminile in Tunisia

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Medio Oriente e Nord Africa
Tunisia
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Accesso al lavoro / Inclusione sociale, Empowerment di genere,
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12 mesi
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€ 72,275.00 euro

Il Governatorato di Tataouine ha il più alto indice di disoccupazione del paese e alti indici di emigrazione. L’economia è basata su terziario, agricoltura in zona arida, allevamento . Il Governatorato è tra i più conservatori del paese e le donne sono escluse da qualsiasi presenza pubblica. Soprattutto nei centri minori, le donne sono relegate in casa ed escluse da ogni spazio pubblico. Il tessuto associativo è debole. Dal 2016 ARCS-Tunisie ha costituito 5 Groupements de Développement Agricole con circa 120 donne, dotate di locali e attrezzature per realizzare prodotti tradizionali, basati sul savoir-faire locale e su risorse naturali della regione, che vengono oggi presentati sul mercato con un marchio unitario (“TATAOUI”) e un design appositamente studiato. Il governatorato di Jendouba,è una zona molto ricca in termini di risorse naturali e di possibilità economiche, ma allo stesso tempo la popolazione locale risulta essere tra le più povere del paese. la regione è caratterizzata da un’economia esclusivamente agro-pastorale dove prevalgono le piccole attività. Obiettivo generale del progetto è di supportare la creazione di impiego autonomo delle donne e dei giovani nel Governatorato di Tataouine e nel Governatorato di Jendouba per rafforzare e integrare quanto già realizzato nell’ambito di altri interventi in corso. L’obiettivo specifico è la creazione di cinque imprese costituite da giovani e donne nel Governatorato di Tataouine, nella filiera dei prodotti artigianali (alimentari, tessili e cosmetici) realizzati localmente e commercializzati con il marchio TATAOUI, e 15 imprese nel Governatorato di Jendouba, di giovani uomini e donne attivi nei settori dell’agricoltura, allevamento e trasformazione dei prodotti agroalimentari e servizi. I risultati attesi sono il rafforzamento delle capacità imprenditoriali di 40 donne e giovani grazie a un percorso di formazione e accompagnamento all’avvio di iniziative imprenditoria sostenibili; il miglioramento della commercializzazione dei prodotti naturali realizzati localmente. La costituzione delle imprese previste dal presente progetto, oltre a creare nuovo impiego, contribuisce al rafforzamento di queste iniziative tanto dal punto di vista dell’approvvigionamento di certi prodotti base, che dal lato della commercializzazione e diffusione dei prodotti. Oltre alle attività di coordinamento e di sensibilizzazione, si realizzeranno cicli di formazione, accompagnamento delle iniziative imprenditoriali, un Fondo di sostegno, un evento di scambio tra Italia e Tunisia. Il progetto si rivolge al gruppo sociale dei giovani (uomini e donne) in cerca di prima occupazione. La sua attuazione creerà la possibilità di impiego autonomo permanente per 25 persone a Tataouine e 15 giovani imprenditori e imprenditrici a Jendouba. Il partenariato si compone della associazione proponente ARCS della ONG italiana CEFA, attiva nel Governatorato di Jendouba e associazione locale ILEF, composta da giovani tunisini.

Beneficiari

Partner

Arci Modena, Associazione culturale Amici della Tunisia, Associazione ILEF, cefa, CEFA Onlus, Cooperativa Sociale Oltremare, Legacoop Estense, Modena,

Finanziamenti

Regione Emilia-Romagna,

Il Governatorato di Tataouine è costituito da un ampio territorio in buona parte desertico o fortemente arido. E’ caratterizzato dal più alto indice di disoccupazione del paese : dati ufficiali 2017, 32,4% della popolazione lavorativa, contro una media nazionale del 15,3%, ma tale tasso è ancora più alto per la popolazione giovanile e femminile. Alti, di conseguenza, sono anche gli indici di emigrazione.

Questa situazione sociale genera tensioni: manifestazioni di malcontento popolare si sono verificate nel 2017 e nel 2018. Una parte della popolazione inattiva, e specialmente i giovani, si rivolge quindi – oltre che verso il sogno della migrazione – ad attività informali ed irregolari. L’economia della regione è dominata da attività di tipo terziario (amministrazione e commercio), dall’agricoltura tipica di una regione arida (ma esistono anche zone irrigate grazie a falde sotterranee), dall’allevamento (ovini, caprini, camelidi) e dallo sfruttamento delle risorse minerarie (petrolio) che però apporta un contributo poco significativo alle condizioni economiche locali. Il turismo, che potrebbe contare su numerose attrattive naturalistiche e storiche, ha subito in questi ultimi anni gli effetti del rischio terrorismo e le difficoltà date dall’isolamento della zona.

Dal punto di vista socio-culturale, il Governatorato è tra i più conservatori del paese, cosa che si ripercuote soprattutto sul ruolo subalterno delle donne, il più delle volte escluse da qualsiasi presenza in campo imprenditoriale, culturale, politico, associativo. Soprattutto nei centri minori, ma anche nel capoluogo, le donne sono per lo più relegate in casa, controllate da una severa morale corrente ed escluse da ogni spazio pubblico, con l’unica eccezione della scuola (frequentabile nella regione fino al livello della secondaria, con l’aggiunta di due istituti superiori distaccati dall’Università di Gabes). In tale difficile contesto opera un tessuto associativo abbastanza debole, che si concentra soprattutto sulle iniziative in ambito culturale o del turismo o per i diritti delle persone disabili.

Dal 2016 si è anche costituita l’associazione ARCS-Tunisie, con un programma di intervento nell’ambito delle valorizzazione economica della cultura alimentare, cosmetica e tessile locale e della creazione di piccole imprese, che ha consentito già di costituire cinque GDA – Groupements de Développement Agricole, entità previste dall’ordinamento locale come soggetti di sviluppo in ambito rurale, interamente costituite da donne (nel numero complessivo di circa 120). Queste donne sono state dotate di locali e attrezzature e sono state formate per permettere loro di realizzare in modo organizzato i loro prodotti tradizionali nei settori alimentare, cosmetico e tessile. Si tratta di prodotti basati sul savoir-faire locale e su risorse naturali della regione, che vengono oggi presentati sul mercato con un marchio unitario (“TATAOUI”) e un design appositamente studiato.

Il marchio e i prodotti sono stati lanciati a livello nazionale in occasione della Fiera Nazionale dell’Artigianato del maggio 2018 e stanno iniziando a riscuotere l’interesse degli operatori commerciali e turistici. Il governatorato di Jendouba,è una zona molto ricca in termini di risorse naturali e di possibilità economiche, ma allo stesso tempo la popolazione locale risulta essere tra le più povere del paese. La regione è caratterizzata da un ritardo significativo in termini di sviluppo e da un’economia scarsamente diversificata, che comporta una forte pressione sulle risorse naturali. Questa zona conta un tasso di disoccupazione importante, trattandosi per lo più di donne e giovani tra i 18 e i 39 anni e raggiungendo percentuali che vanno al di sopra del 25% per la totalità della popolazione e arrivando a toccare fino al 44.7% di disoccupazione femminile, soprattutto nelle zone rurali. Nell’insieme la regione è caratterizzata da un’economia esclusivamente agro-pastorale dove prevalgono le piccole attività.

La maggior parte delle famiglie vive di agricoltura di sussistenza che consiste nella coltivazione di grano e di colture per il bestiame. Le attività economiche non agricole sono invece incentrate sulla valorizzazione delle risorse naturali disponibili nelle immediate vicinanze della comunità, quali l’artigianato del legno, la distillazione di specie forestali quali il rosmarino, il mirto, la menta e la salvia che vengono sottoposte a diversi processi di produzione e lavorazione, la raccolta dei funghi, la produzione di frutta e verdura, di legumi, formaggio, miele, ecc. I prodotti locali, spesso di tipo informale, restano sovente esclusi dal mercato. Le donne devono far conciliare la loro attività lavorativa con i compiti domestici: La produzione agricola è basata su tecniche tradizionali che non sono a norma e che non assicurano una produzione continua, e riscontrano difficoltà di trasporto e distribuzione.

paesi d'intervento

11

Paesi di intervento

progetti

250

Progetti

operatori locali

500

Operatori locali

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