01Giugno2017 PONTI: Inclusione sociale ed economica, giovani e donne, innovazione e diaspore

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Africa
Etiopia Senegal
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Accesso al lavoro / Inclusione sociale, Empowerment di genere, Immigrazione,
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26 mesi (concluso 31 agosto 2019)
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€ 2.650.000,00 euro

Il progetto PONTI, finanziato dal Ministero dell’Interno, ha contribuito a contrastare le cause profonde delle migrazioni in Senegal ed Etiopia, attraverso la promozione dell’occupazione delle donne e delle giovani generazioni e il coinvolgimento delle diaspore nello sviluppo di attività sostenibili. Le attività sono state svolte nelle zone di Addis Abeb, regione di Wolayita e Tigray in Etiopia e Dakar, Pikine, Thiès, Guédiawaye, Kaffrine, Linguère in Senegal. Molto ricco il partenariato mobilitato per il rafforzamento della resilienza delle comunità a forte rischio migratorio e la promozione del ruolo “ponte” delle diaspore: ONG italiane e internazionali, associazioni delle diaspore, organizzazioni di base e istituzioni locali, cooperative e GIE. PONTI è stato un intervento pilota innovativo che ha riservato alle comunità della diaspora in Italia un ruolo primario svolto a stretto contatto con le istituzioni e le OSC nei due Paesi di origine.

Beneficiari

Il progetto PONTI ha raggiunto: 135 operatori/rappresentanti di 30 OSC; 31 giovani formati come promotori/rici di azioni di sensibilizzazione; oltre 50.000 persone raggiunte da due campagne di sensibilizzazione sui rischi della migrazione irregolare; oltre 9.000 persone coinvolte nelle attività dedicate al miglioramento delle capacità tecniche, operative e manageriali e al rafforzamento della gestione di attività che generano profitto nei settori economici identificati; 3.000 persone informate tramite 6 sportelli di orientamento; 15.000 giovani sensibilizzati attraverso gli eventi; 120 MPME formalizzate e supportate attraverso accesso al credito, supporto in kind e amministrativo, servizi alle imprese; 200 MPME formate in gestione, elaborazione del prodotto, marketing e commercializzazione; 1.500 famiglie che hanno visto aumentare il loro reddito.

Partner

AIDOS (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo), AMMI (Associazione Multietnica dei Mediatori Interculturali), Associazione Amici dell’Etiopia ONLUS, Associazione Microfinanza e Sviluppo, Associazione volontari Dokita Onlus, AST (Association des Sénégalais de Turin de retour au Sénégal), CIES Onlus (Centro informazione ed Educazione allo Sviluppo), CIM Onlus (Centro Studi Cooperazione Internazionale e Migrazione, CIPSI (Cooperazione di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale), CoopCIM (Coopérative Sociale Coopération Internationale et Migration), COOPERMONDO (Associazione per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo Onlus), Eurosapienza (Centro di Ricerca in Studi Europei Internazionali e sullo Sviluppo - Sapienza Università di Roma), FAST (Federazione delle Associazioni Senegalesi del Triveneto), GMA (Gruppo Missioni Africa Onlus), La Palabre, NPSG (Non c’è Pace Senza Giustizia), OGB (Oxfam Great Britain), OIT (Oxfam Italia), REST (Relief Society of Tigray), Società Cooperativa Onlus), Soddo Zuria Woreda Women and Children affair office, WISE (Organization for Women in Self Employment),

Finanziamenti

Ministero dell'Interno, Partner del progetto,

Il progetto PONTI, finanziato dal Ministero dell’Interno, ha contribuito a contrastare le cause profonde delle migrazioni in Senegal ed Etiopia, attraverso la promozione dell’occupazione delle donne e delle giovani generazioni e il coinvolgimento delle diaspore nello sviluppo di attività sostenibili. Le attività sono state svolte nelle zone di Addis Abeb, regione di Wolayita e Tigray in Etiopia e Dakar, Pikine, Thiès, Guédiawaye, Kaffrine, Linguère in Senegal. Molto ricco il partenariato mobilitato per il rafforzamento della resilienza delle comunità a forte rischio migratorio e la promozione del ruolo “ponte” delle diaspore: ONG italiane e internazionali, associazioni delle diaspore, organizzazioni di base e istituzioni locali, cooperative e GIE.

PONTI è stato un intervento pilota innovativo che ha riservato alle comunità della diaspora in Italia un ruolo primario svolto a stretto contatto con le istituzioni e le OSC nei due Paesi di origine. La strategia di lavoro prevedeva la valorizzazione delle capacità istituzionali, tecniche e metodologiche dei partner e delle istituzioni locali, lo sviluppo di micro, piccole e medie imprese innovative e sostenibili e gestite da donne e giovani, la facilitazione dell’accesso alle opportunità di formazione e impiego e infine la diffusione di buone pratiche. PONTI ha favorito l’acquisizione di competenze e promosso la micro-imprenditoria e l’impiego dei gruppi più vulnerabili (giovani e donne) per creare nuove opportunità di lavoro e di investimento in settori produttivi e sostenibili. Sono state sostenute attività imprenditoriali in settori economici che presentavano un grande potenziale in termini di aumento del reddito e potevano contribuire allo sviluppo di nuove attività. Sono state supportate, infatti, esperienze pilota per la creazione di opportunità di investimento anche per i migranti di ritorno e per i membri della diaspora. I settori selezionati sono stati: sviluppo agricolo integrato e sostenibile (anche attraverso l’uso di fonti di energia rinnovabili e sistemi di irrigazione efficienti), sviluppo dell’eco-edilizia, artigianato tradizionale e design, servizi alle imprese e gestione di impresa.

PONTI ha facilitato il trasferimento di competenze e di capacità professionali e finanziarie delle diaspore nei settori economici identificati. La diaspora senegalese in Italia si mostra oggi molto incentrata sugli investimenti nel Paese di origine e i legami con le realtà economiche del Paese sono forti; la diaspora etiope, numericamente inferiore, intrattiene anch’essa importanti relazioni con il proprio Paese di origine, ma su tematiche più legate allo sviluppo e alla solidarietà. Il progetto intendeva facilitare i migranti nell’instaurare un solido collegamento economico con i loro Paesi d’origine, identificando quei soggetti più motivati e professionalmente capaci di avviare un percorso imprenditoriale “ponte”.

Le Organizzazioni della Società Civile, grazie al consolidamento – avvenuto tramite il progetto –delle competenze e della rete di cui sono entrate a far parte, sono oggi riconosciute pienamente nel loro ruolo di acceleratori di processi di trasformazione sociale ed economica.

MATERIALI

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paesi d'intervento

11

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progetti

250

Progetti

operatori locali

500

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