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Il progetto nasce con l’obiettivo di trasformare Jerash in un modello di gestione integrata del patrimonio culturale e turistico, capace di coniugare tutela archeologica, inclusione sociale e sviluppo economico sostenibile. L’iniziativa intende superare la storica separazione tra il sito archeologico e il centro urbano, rendendo l’intera area una destinazione più accessibile, viva e partecipata, in cui il patrimonio culturale diventi una risorsa concreta per la comunità locale.
Gli interventi previsti riguardano innanzitutto la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico della città. Tra le azioni principali vi sono il restauro della cosiddetta “Chiesa del Viadotto”, con il recupero di un mosaico rimasto coperto per oltre cinquant’anni e la ricostruzione parziale delle colonne del presbiterio, così da creare uno spazio museale all’aperto, e il recupero dei Bagni Romani Orientali, un complesso termale situato nel centro urbano che sarà messo in sicurezza e aperto al pubblico. Questo luogo diventerà un collegamento strategico tra la città moderna e il sito antico grazie anche alla valorizzazione dell’antico ponte romano che li connette.
Parallelamente, il progetto punta a rafforzare la gestione del sito e la promozione turistica attraverso strumenti innovativi e partecipativi. In collaborazione con il Ministero del Turismo e delle Antichità, il Dipartimento delle Antichità e la Municipalità di Jerash, sarà sviluppato un piano di gestione del sito che definirà procedure operative per la manutenzione, la cura e il decoro urbano. La comunità locale sarà coinvolta in un processo di mappatura partecipativa volto a individuare luoghi di interesse, esperienze culturali e produzioni artigianali del territorio. A supporto della fruizione turistica verrà inoltre realizzata un’applicazione mobile progettata secondo i principi dell’universal design, con mappe interattive, contenuti storici e servizi di prenotazione, pensata per accompagnare i visitatori sia all’interno del sito archeologico sia negli spazi urbani circostanti.
Un elemento centrale dell’iniziativa è l’accessibilità universale. Il progetto prevede infatti la creazione di un percorso accessibile tramite golf cart che collegherà il sito archeologico ai Bagni Orientali, evitando interventi invasivi sul patrimonio storico e garantendo una soluzione sostenibile e inclusiva. L’esperienza di visita sarà inoltre arricchita da strumenti dedicati alle persone con disabilità visive, come mappe tattili, indicazioni in Braille e modelli tridimensionali realizzati attraverso tecnologie di stampa digitale.
Accanto alla valorizzazione culturale e turistica, il progetto mira a creare opportunità di formazione e lavoro per le fasce più vulnerabili della popolazione locale. Saranno organizzati percorsi professionali nei settori della ristorazione, dell’accoglienza e delle tecnologie digitali, inclusi corsi di design e stampa 3D all’interno di un FabLab dedicato, con una quota riservata alle persone con disabilità. Presso i Bagni Orientali sarà inoltre aperto un ristorante sociale inclusivo che offrirà opportunità occupazionali ai partecipanti formati dal progetto e ospiterà uno spazio espositivo per l’artigianato locale. Un programma specifico di job coaching accompagnerà infine persone con disabilità intellettiva verso l’inserimento lavorativo, promuovendone autonomia economica e partecipazione sociale.
In Giordania con l’ultima campagna di sensibilizzazione del progetto PASS
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