SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE 2022

chi siamo

Giordania

Ciao!
Mi chiamo Benedetta e ho 23 anni.
Affascinata da posti remoti, sono scappata da Bergamo a 17 anni per esplorare il mondo.
Dopo essermi laureata in scienze politiche e aver lavorato in Sri Lanka per sei mesi, torno nel paese che ho più amato, la Giordania, dove sarò impegnata in progetti di empowerment femminile con donne locali e rifugiate siriane.
Sono impaziente di entrare a far parte del team di ARCS Giordania, di incontrare le beneficiarie dei progetti e mettere in uso con loro la mia conoscenza dell’arabo.
Le mie altre passioni includono la fotografia, i panini con i falafel e le gite nel deserto

Giordania

Mi chiamo Francesca Donà e sono in partenza per dieci mesi di servizio civile universale con ARCS Culture Solidali in Giordania. Dopo aver concluso il mio percorso di studi in Scienze Internazionali, il servizio civile mi è parso un’ottima occasione per contribuire in prima persona a costruire una società migliore e, al contempo, un’opportunità di crescita personale.
I progetti che ARCS realizza in Giordania mi sono sembrati estremamente rilevanti e in grado di innescare un miglioramento tangibile nella vita dei beneficiari coinvolti e della società nel suo insieme. Il desiderio di essere parte di questo cambiamento mi ha spinto a partire per questo paese.
La scelta della Giordania è dettata anche dal fascino che il mondo arabo ha sempre esercitato su di me. Spendere quasi un anno in questo paese sarà una preziosa occasione per immergermi nella cultura locale e praticare la lingua araba.
Dai mesi che trascorrerò in questo paese mi aspetto di raccogliere tante storie da raccontare, costituite dalle persone che incontrerò, le strade che percorrerò, gli odori che sentirò, i cibi che assaggerò e le parole che imparerò.
Mi aspetto di assistere a manifestazioni culturali che facciano sorgere in me molte domande e che rinvigoriscano la mia curiosità.
Sono certa, inoltre, che affiancare i cooperanti già presenti in loco mi darà la possibilità di acquisire competenze professionali e affacciarmi al mondo del lavoro con un profilo più completo e competitivo.

Camerun

Sono Elisa, ho 24 anni e a breve partirò per il Camerun. Ho scelto il Servizio Civile per complementare i miei studi (BA Development Studies, MA Human Rights Law) e per applicare quei principi di pace, di uguaglianza e di solidarietà tra i popoli di cui forse troppo spesso ci siamo dimenticati. Sono spinta dal desiderio di vivere in prima persona il mondo della cooperazione, mi affascinano le forme di resilienza quotidiana e i modelli alternativi di sviluppo dal basso verso l’alto, a partire dalle realtà locali. A motivarmi è anche l’interesse per i diritti umani e per la questione di genere, ragione per cui ho scelto il progetto di ARCS in Camerun, dove parteciperò al progetto “ELLE,” che si occupa di empowerment femminile. Nel tempo libero mi piace ricercare la gioia nei piccoli momenti di vita quotidiana, una colazione dolce e un buon libro mi rendono felice.

Libano

Ciao a tutte e tutti, mi chiamo Elena e partirò per il servizio civile in Libano!
Come in ogni scelta, le ragioni che mi hanno spinto a partire sono diverse, ma forse quella che ha pensato maggiormente è stata una sensazione: sentivo che non era ancora arrivato per me il momento di fermarmi in un punto. Naguib Mahfouz diceva che “casa è dove cessano tutti i tuoi tentativi di fuga”. Io credo che per me non sia ancora arrivato il momento di mettere radici in un unico luogo, ma piuttosto ho voglia di buttarmi in ‘qualcosa’ di nuovo e inaspettato.
Mi affascinava l’idea di partire per un progetto che fosse in linea con i miei studi sui diritti umani, verso una meta dove non ero mai stata. Mi sembrava che il Libano rappresentasse la giusta intersezione tra queste mie volontà e per questo ho scelto di fare domanda per questa meta.
Se da un lato è una meta che ho scelto, dall’altro lato è anche una destinazione per cui sono anche stata scelta e questo mi spinge a mettermi in gioco.
Mi aspetto di partire curiosa e tornare cambiata. Mi aspetto una realtà ricca che mi permetta di mettermi in discussione. Mi aspetto di frantumare le mie certezze per ricostruire nuove visioni.
Per tutte queste ragioni parto, sento che c’è una spinta che mi dice di andare.

Libano

Sono cresciuta con la ferma convinzione che ‘restare umani’ richieda un impegno costante a stare dalla parte giusta, accanto ai più vulnerabili, a coloro che difficilmente hanno voce. È questo che lega il mio percorso di studi universitari, i miei interessi e le piccole esperienze di volontariato svolte finora. Partire per il Libano con il servizio civile rientra in questo percorso che sto pian piano cercando di delineare.
A volte mi è stato chiesto da dove scaturisse la volontà di lasciare il nido italiano e spingermi in un altrove molto meno “comodo”. Non sono mai stata brava a rispondere. Forse ognuno ha un posto nel mondo che lo richiama anche se a volte è difficile comprenderne appieno il perchè. Nel mio caso, almeno, è così per l’area medio-orientale. I suoi popoli, le loro storie, le complessità e le contraddizioni, le resistenze e le bellezze che si ritrovano nei luoghi più drammatici e inaspettati, mi attirano ed affascinano. La scelta del progetto in Libano è stata quindi per me quasi “spontanea”. Sento affinità con la visione di ARCS che pone al centro la persona e il suo valore per favorire un cambiamento positivo. Credo fermamente che l’azione umanitaria e di cooperazione debba plasmarsi a seconda non solo del contesto, ma anche delle persone e comunità che intende sostenere. Nelle mie esperienze ho sempre mantenuto uno spirito critico in merito al mio agire in qualità di operatrice occidentale, abbracciando principi di condivisione e convivenza con la popolazione locale. L’operatore deve supportare e affiancare, certo anche apportare il suo contributo e arricchire il progetto grazie al proprio background, capacità ed esperienze, ma questi si devono fondere e mai sovrapporsi a quelle dei locali. Accompagnare e lasciarsi accompagnare.
Parto con entusiasmo e curiosità, sapendo che strada facendo saranno sempre più numerosi gli interrogativi, e che molti resteranno senza risposta e molte saranno le parole che non troverò per descrivere la realtà di cui farò ‘esperienza con anima e corpo’.
Ma sta qui il bello di queste esperienze: scoprire mondi diversi dal mio, entrarvi con la dovuta delicatezza e leggerezza, nella speranza di sentirli a me pian piano più vicini e di diventarne un po’ parte. Forse chissà un’altra casa, senza mai stancarsi di andare.

Libano

Fin da piccola, provenendo da un background multiculturale, ho percepito il bisogno di circondarmi di persone che hanno sperimentato le difficoltà di trovarsi in un paese terzo , di origini diverse da quelle della maggioranza . Mi chiamo Nura Alawia, sono nata in Italia e ho origini libanesi e marocchine. Con gli anni, attraverso esperienze dirette e indirette, ho maturato l’idea che c’è una ingiustizia sociale , politica, economica che imperversa nel mondo denominato “primo” e “terzo”. Il pensiero che ho sviluppato grazie al percorso di studi incentrato sull’area del Medio Oriente mi ha portato nel corso degli anni a scegliere di spostarmi frequentemente nella suddetta area per riuscire a coglierne le dinamiche politico economiche ma anche culturali. 
È per questo motivo che lo scorso dicembre mi sono imbattuta, con le idee abbastanza chiare, nella ricerca assidua di un progetto di servizio civile affine ai miei interessi. Quando ho letto la scheda progetto di ARCS con titolo: “ Supporto a donne e soggetti vulnerabili per lo sviluppo comunitario” con sede a Beirut ho sperimentato una contentezza stupefacente. Infatti , punto dopo punto, il progetto calza e si adegua alle mie necessità. In particolare, e ritorno al punto di cui sopra, le tematiche che ARCS si prefigge di contrastare sono le profonde e strutturali disuguaglianze di genere e i diritti delle donne, l’alta percentuale di povertà ed esclusione sociale nella popolazione, specie tra i rifugiati e l’alto tasso di disoccupazione femminile. Tutte battaglie che condivido e per le quali vorrei impegnarmi. Oltre a ciò devo ammettere che Beirut , con tutti i suoi dilemmi e contraddizioni, è una città pittoresca e incantevole. 

Cuba

Mi chiamo Marco, ho 27 anni e sono nato e cresciuto a Roma. Adoro la mia città perché mi ha permesso di incontrare persone e contesti sempre nuovi nel corso degli anni, ma allo stesso tempo ho amato muovermi e scoprire anche molte realtà sociali geograficamente lontane.
Ho scelto di partire per Cuba perché avevo già incontrato questo paese nel corso dei miei studi di antropologia e per il fascino unico che esercita la sua storia e la sua musica. Inoltre il progetto di ARCS “La Casa de Todos” prevede il rafforzamento di tre spazi aggregativi per ampliare la partecipazione alla vita culturale. Per me si tratta di un tema importante perché ho lavorato molti anni in spazi analoghi e credo fermamente che promuovere l’accessibilità e la proposta di pratiche culturali inclusive sia una ricchissima risorsa per estendere la partecipazione, l’educazione ed il benessere di una comunità.
Mi aspetto di incontrare e conoscere tantissime persone, dalle quali poter apprendere sia in termini umani ma anche didattici ed organizzativi. Mi aspetto di poter suonare moltissimo e provare enormi sensazioni grazie agli scambi musicali.
Mi auguro infine di ascoltare nell’isola voci e rumori ambientali per me del tutto inediti, per poter registrarli e tenerli con me anche al mio ritorno.

Cuba

Sono Laura, ho 22 anni e sono una studentessa di Economia. 
Parallelamente agli studi ho sempre cercato di collezionare esperienze nel mondo dello spettacolo, in particolare nella produzione cinematografica che è la mia passione. 
Inoltre, frequentando un centro di aggregazione giovanile ho capito che Cittadinanza attiva e Comunità sono le parole chiave per poter vivere il mondo dell’attivismo, per me molto importante. 
Ho deciso di partecipare al bando di Arci servizio civile perché il progetto di ARCS Culture Solidali a Cuba sembrava essere la perfetta sintesi delle mie diverse passioni dandomi la possibilità di non dovermi necessariamente specializzare in un’unica attività. Questo anno mi darà la possibilità di riflettere sulla prossima mossa dopo la fine della laurea triennale e conoscere il mondo della cooperazione internazionale e il terzo settore. 
Sono felice di affacciarmi in questo modo al mondo del lavoro e avere la possibilità di capire quali sono i diversi mestieri possibili dietro una tale organizzazione, entusiasta di poter lavorare con professionisti così disponibili e attenti ai percorsi di educazione non formali. 
Empatia e Ascolto saranno per me fondamentali per immergermi nella cultura di un altro paese e sentirmi sicura nonostante sia la mia prima esperienza all’estero. Non vedo l’ora di cominciare e mettermi in gioco. 

Tunisia

Sono Alice e ho 28 anni, vengo da Siracusa e partirò a breve con altri due compagni di viaggio per Tunisi.
Durante i miei studi in filosofia e poi in diritto internazionale, ho deciso di impegnarmi attivamente in diversi progetti sociali a sostegno di rifugiati, donne e senzatetto a livello locale e all’estero.
I miei studi mi hanno permesso di conoscere e capire sin dalla radice svariati contesti sociali e contestualizzarli meglio, le mie esperienze invece mi hanno messa in contatto con la realtà, anche quella più scomoda per affrontare il cambiamento rapido che il mondo ci mette davanti!
Il Servizio Civile per me è un connubio di questi due aspetti della mia vita che ho sentito di affrontare tardi nel mio percorso, per valorizzarla al meglio, con la giusta maturità e coscienza di chi sa che non potrà cambiare granché da sola e in un anno, ma che vuole mettersi in gioco ed essere attrice di una società migliore e più unita!

Tunisia

Ciao, mi chiamo Cloé e partirò per la Tunisia. Stento quasi a crederci, non ho grandi aspettative perché amo la sensazione di “scoperta”: mi dà energia e mi fa sentire viva. Il viaggio in generale lo sento come un rimedio a tutti i mali. Sono molto curiosa di partire anche perché finora non ho mai vissuto in un paese propriamente extraeuropeo. Ho scelto la Tunisia per la sua cultura e la sua lingua in cui vorrei tuffarmi a capofitto. Vorrei quasi poter sentire mia quella cultura e quel luogo. Sono affascinata dal progetto, spero di poter essere utile ai ragazzi con cui lavorerò, di crescere insieme a loro e “cucinare” tutte le nostre idee in un enorme calderone. Mi piacerebbe che quest’anno fosse una rampa di lancio non solo per me ma anche per quelli con cui collaborerò

Tunisia

Sono Matteo, ho 27 anni e sto per partire per un progetto con il Servizio Civile Universale.
Ho maturato l’idea di provare a intraprendere questa esperienza circa un anno fa, quando stavo completando il mio primo anno di Magistrale in Cooperazione internazionale. Pensavo a un modo per poter viaggiare, scoprire nuove culture, conoscere nuove persone ma soprattutto crescere professionalmente e umanamente e, guardandomi intorno e confrontandomi con amiche ed amici che avevano preso parte a diversi progetti di Servizio Civile, ho deciso di candidarmi per il progetto “Youthquake” in Tunisia sull’imprenditorialità sociale e l’empowerment femminile e giovanile.
La principale motivazione che mi ha spinto a candidarmi per questo specifico progetto riguarda il mio interesse verso le tematiche e le attività previste, oltre all’ambizione di crescere professionalmente grazie all’opportunità di lavorare sul campo ad un progetto di Cooperazione internazionale. Mi darà l’opportunità di potermi mettere in discussione, di poter consolidare o riconsiderare la fiducia verso percorsi di vita futuri, di interfacciarmi con altre culture, di imparare da esperti del settore e di imparare nuove lingue.
Più cercavo altre idee o riflettevo su possibili percorsi da intraprendere, più mi rendevo conto di quanto questa tipologia di esperienza rappresentasse la migliore delle opzioni per me, in questo momento e a queste condizioni. Ho iniziato a studiare la storia del Servizio civile, a capirne e condividerne i valori e la missione, a studiare la cultura e la storia della Tunisia e sentivo dentro di me un richiamo che si faceva sempre più intenso e sempre più coerente.
A circa un mese dall’avvio del progetto, l’entusiasmo e l’impazienza di partire si stanno facendo sempre più grandi. A Roma, in occasione della formazione con “ARCS Culture solidali”, ho conosciuto altri ragazzi e ragazze che, come me, partiranno in giro per il mondo. Abbiamo da subito creato un bellissimo gruppo ed abbiamo iniziato a condividere impressioni, ambizioni e racconti di vita. Nel prossimo futuro, anche se lontani, ci sentiremo parte di un progetto comune perché ognuno di noi, insieme agli altri, vivrà una piccola grande esperienza di crescita personale.  
Allora, si parte?

Giordania

Ciao!
Mi chiamo Benedetta e ho 23 anni.
Affascinata da posti remoti, sono scappata da Bergamo a 17 anni per esplorare il mondo.
Dopo essermi laureata in scienze politiche e aver lavorato in Sri Lanka per sei mesi, torno nel paese che ho più amato, la Giordania, dove sarò impegnata in progetti di empowerment femminile con donne locali e rifugiate siriane.
Sono impaziente di entrare a far parte del team di ARCS Giordania, di incontrare le beneficiarie dei progetti e mettere in uso con loro la mia conoscenza dell’arabo.
Le mie altre passioni includono la fotografia, i panini con i falafel e le gite nel deserto

Giordania

Mi chiamo Francesca Donà e sono in partenza per dieci mesi di servizio civile universale con ARCS Culture Solidali in Giordania. Dopo aver concluso il mio percorso di studi in Scienze Internazionali, il servizio civile mi è parso un’ottima occasione per contribuire in prima persona a costruire una società migliore e, al contempo, un’opportunità di crescita personale.
I progetti che ARCS realizza in Giordania mi sono sembrati estremamente rilevanti e in grado di innescare un miglioramento tangibile nella vita dei beneficiari coinvolti e della società nel suo insieme. Il desiderio di essere parte di questo cambiamento mi ha spinto a partire per questo paese.
La scelta della Giordania è dettata anche dal fascino che il mondo arabo ha sempre esercitato su di me. Spendere quasi un anno in questo paese sarà una preziosa occasione per immergermi nella cultura locale e praticare la lingua araba.
Dai mesi che trascorrerò in questo paese mi aspetto di raccogliere tante storie da raccontare, costituite dalle persone che incontrerò, le strade che percorrerò, gli odori che sentirò, i cibi che assaggerò e le parole che imparerò.
Mi aspetto di assistere a manifestazioni culturali che facciano sorgere in me molte domande e che rinvigoriscano la mia curiosità.
Sono certa, inoltre, che affiancare i cooperanti già presenti in loco mi darà la possibilità di acquisire competenze professionali e affacciarmi al mondo del lavoro con un profilo più completo e competitivo.

Camerun

Sono Elisa, ho 24 anni e a breve partirò per il Camerun. Ho scelto il Servizio Civile per complementare i miei studi (BA Development Studies, MA Human Rights Law) e per applicare quei principi di pace, di uguaglianza e di solidarietà tra i popoli di cui forse troppo spesso ci siamo dimenticati. Sono spinta dal desiderio di vivere in prima persona il mondo della cooperazione, mi affascinano le forme di resilienza quotidiana e i modelli alternativi di sviluppo dal basso verso l’alto, a partire dalle realtà locali. A motivarmi è anche l’interesse per i diritti umani e per la questione di genere, ragione per cui ho scelto il progetto di ARCS in Camerun, dove parteciperò al progetto “ELLE,” che si occupa di empowerment femminile. Nel tempo libero mi piace ricercare la gioia nei piccoli momenti di vita quotidiana, una colazione dolce e un buon libro mi rendono felice.

Libano

Ciao a tutte e tutti, mi chiamo Elena e partirò per il servizio civile in Libano!
Come in ogni scelta, le ragioni che mi hanno spinto a partire sono diverse, ma forse quella che ha pensato maggiormente è stata una sensazione: sentivo che non era ancora arrivato per me il momento di fermarmi in un punto. Naguib Mahfouz diceva che “casa è dove cessano tutti i tuoi tentativi di fuga”. Io credo che per me non sia ancora arrivato il momento di mettere radici in un unico luogo, ma piuttosto ho voglia di buttarmi in ‘qualcosa’ di nuovo e inaspettato.
Mi affascinava l’idea di partire per un progetto che fosse in linea con i miei studi sui diritti umani, verso una meta dove non ero mai stata. Mi sembrava che il Libano rappresentasse la giusta intersezione tra queste mie volontà e per questo ho scelto di fare domanda per questa meta.
Se da un lato è una meta che ho scelto, dall’altro lato è anche una destinazione per cui sono anche stata scelta e questo mi spinge a mettermi in gioco.
Mi aspetto di partire curiosa e tornare cambiata. Mi aspetto una realtà ricca che mi permetta di mettermi in discussione. Mi aspetto di frantumare le mie certezze per ricostruire nuove visioni.
Per tutte queste ragioni parto, sento che c’è una spinta che mi dice di andare.

Libano

Sono cresciuta con la ferma convinzione che ‘restare umani’ richieda un impegno costante a stare dalla parte giusta, accanto ai più vulnerabili, a coloro che difficilmente hanno voce. È questo che lega il mio percorso di studi universitari, i miei interessi e le piccole esperienze di volontariato svolte finora. Partire per il Libano con il servizio civile rientra in questo percorso che sto pian piano cercando di delineare.
A volte mi è stato chiesto da dove scaturisse la volontà di lasciare il nido italiano e spingermi in un altrove molto meno “comodo”. Non sono mai stata brava a rispondere. Forse ognuno ha un posto nel mondo che lo richiama anche se a volte è difficile comprenderne appieno il perchè. Nel mio caso, almeno, è così per l’area medio-orientale. I suoi popoli, le loro storie, le complessità e le contraddizioni, le resistenze e le bellezze che si ritrovano nei luoghi più drammatici e inaspettati, mi attirano ed affascinano. La scelta del progetto in Libano è stata quindi per me quasi “spontanea”. Sento affinità con la visione di ARCS che pone al centro la persona e il suo valore per favorire un cambiamento positivo. Credo fermamente che l’azione umanitaria e di cooperazione debba plasmarsi a seconda non solo del contesto, ma anche delle persone e comunità che intende sostenere. Nelle mie esperienze ho sempre mantenuto uno spirito critico in merito al mio agire in qualità di operatrice occidentale, abbracciando principi di condivisione e convivenza con la popolazione locale. L’operatore deve supportare e affiancare, certo anche apportare il suo contributo e arricchire il progetto grazie al proprio background, capacità ed esperienze, ma questi si devono fondere e mai sovrapporsi a quelle dei locali. Accompagnare e lasciarsi accompagnare.
Parto con entusiasmo e curiosità, sapendo che strada facendo saranno sempre più numerosi gli interrogativi, e che molti resteranno senza risposta e molte saranno le parole che non troverò per descrivere la realtà di cui farò ‘esperienza con anima e corpo’.
Ma sta qui il bello di queste esperienze: scoprire mondi diversi dal mio, entrarvi con la dovuta delicatezza e leggerezza, nella speranza di sentirli a me pian piano più vicini e di diventarne un po’ parte. Forse chissà un’altra casa, senza mai stancarsi di andare.

Libano

Fin da piccola, provenendo da un background multiculturale, ho percepito il bisogno di circondarmi di persone che hanno sperimentato le difficoltà di trovarsi in un paese terzo , di origini diverse da quelle della maggioranza . Mi chiamo Nura Alawia, sono nata in Italia e ho origini libanesi e marocchine. Con gli anni, attraverso esperienze dirette e indirette, ho maturato l’idea che c’è una ingiustizia sociale , politica, economica che imperversa nel mondo denominato “primo” e “terzo”. Il pensiero che ho sviluppato grazie al percorso di studi incentrato sull’area del Medio Oriente mi ha portato nel corso degli anni a scegliere di spostarmi frequentemente nella suddetta area per riuscire a coglierne le dinamiche politico economiche ma anche culturali. 
È per questo motivo che lo scorso dicembre mi sono imbattuta, con le idee abbastanza chiare, nella ricerca assidua di un progetto di servizio civile affine ai miei interessi. Quando ho letto la scheda progetto di ARCS con titolo: “ Supporto a donne e soggetti vulnerabili per lo sviluppo comunitario” con sede a Beirut ho sperimentato una contentezza stupefacente. Infatti , punto dopo punto, il progetto calza e si adegua alle mie necessità. In particolare, e ritorno al punto di cui sopra, le tematiche che ARCS si prefigge di contrastare sono le profonde e strutturali disuguaglianze di genere e i diritti delle donne, l’alta percentuale di povertà ed esclusione sociale nella popolazione, specie tra i rifugiati e l’alto tasso di disoccupazione femminile. Tutte battaglie che condivido e per le quali vorrei impegnarmi. Oltre a ciò devo ammettere che Beirut , con tutti i suoi dilemmi e contraddizioni, è una città pittoresca e incantevole. 

Cuba

Mi chiamo Marco, ho 27 anni e sono nato e cresciuto a Roma. Adoro la mia città perché mi ha permesso di incontrare persone e contesti sempre nuovi nel corso degli anni, ma allo stesso tempo ho amato muovermi e scoprire anche molte realtà sociali geograficamente lontane.
Ho scelto di partire per Cuba perché avevo già incontrato questo paese nel corso dei miei studi di antropologia e per il fascino unico che esercita la sua storia e la sua musica. Inoltre il progetto di ARCS “La Casa de Todos” prevede il rafforzamento di tre spazi aggregativi per ampliare la partecipazione alla vita culturale. Per me si tratta di un tema importante perché ho lavorato molti anni in spazi analoghi e credo fermamente che promuovere l’accessibilità e la proposta di pratiche culturali inclusive sia una ricchissima risorsa per estendere la partecipazione, l’educazione ed il benessere di una comunità.
Mi aspetto di incontrare e conoscere tantissime persone, dalle quali poter apprendere sia in termini umani ma anche didattici ed organizzativi. Mi aspetto di poter suonare moltissimo e provare enormi sensazioni grazie agli scambi musicali.
Mi auguro infine di ascoltare nell’isola voci e rumori ambientali per me del tutto inediti, per poter registrarli e tenerli con me anche al mio ritorno.

Cuba

Sono Laura, ho 22 anni e sono una studentessa di Economia. 
Parallelamente agli studi ho sempre cercato di collezionare esperienze nel mondo dello spettacolo, in particolare nella produzione cinematografica che è la mia passione. 
Inoltre, frequentando un centro di aggregazione giovanile ho capito che Cittadinanza attiva e Comunità sono le parole chiave per poter vivere il mondo dell’attivismo, per me molto importante. 
Ho deciso di partecipare al bando di Arci servizio civile perché il progetto di ARCS Culture Solidali a Cuba sembrava essere la perfetta sintesi delle mie diverse passioni dandomi la possibilità di non dovermi necessariamente specializzare in un’unica attività. Questo anno mi darà la possibilità di riflettere sulla prossima mossa dopo la fine della laurea triennale e conoscere il mondo della cooperazione internazionale e il terzo settore. 
Sono felice di affacciarmi in questo modo al mondo del lavoro e avere la possibilità di capire quali sono i diversi mestieri possibili dietro una tale organizzazione, entusiasta di poter lavorare con professionisti così disponibili e attenti ai percorsi di educazione non formali. 
Empatia e Ascolto saranno per me fondamentali per immergermi nella cultura di un altro paese e sentirmi sicura nonostante sia la mia prima esperienza all’estero. Non vedo l’ora di cominciare e mettermi in gioco. 

Tunisia

Sono Alice e ho 28 anni, vengo da Siracusa e partirò a breve con altri due compagni di viaggio per Tunisi.
Durante i miei studi in filosofia e poi in diritto internazionale, ho deciso di impegnarmi attivamente in diversi progetti sociali a sostegno di rifugiati, donne e senzatetto a livello locale e all’estero.
I miei studi mi hanno permesso di conoscere e capire sin dalla radice svariati contesti sociali e contestualizzarli meglio, le mie esperienze invece mi hanno messa in contatto con la realtà, anche quella più scomoda per affrontare il cambiamento rapido che il mondo ci mette davanti!
Il Servizio Civile per me è un connubio di questi due aspetti della mia vita che ho sentito di affrontare tardi nel mio percorso, per valorizzarla al meglio, con la giusta maturità e coscienza di chi sa che non potrà cambiare granché da sola e in un anno, ma che vuole mettersi in gioco ed essere attrice di una società migliore e più unita!

Tunisia

Ciao, mi chiamo Cloé e partirò per la Tunisia. Stento quasi a crederci, non ho grandi aspettative perché amo la sensazione di “scoperta”: mi dà energia e mi fa sentire viva. Il viaggio in generale lo sento come un rimedio a tutti i mali. Sono molto curiosa di partire anche perché finora non ho mai vissuto in un paese propriamente extraeuropeo. Ho scelto la Tunisia per la sua cultura e la sua lingua in cui vorrei tuffarmi a capofitto. Vorrei quasi poter sentire mia quella cultura e quel luogo. Sono affascinata dal progetto, spero di poter essere utile ai ragazzi con cui lavorerò, di crescere insieme a loro e “cucinare” tutte le nostre idee in un enorme calderone. Mi piacerebbe che quest’anno fosse una rampa di lancio non solo per me ma anche per quelli con cui collaborerò

Tunisia

Sono Matteo, ho 27 anni e sto per partire per un progetto con il Servizio Civile Universale.
Ho maturato l’idea di provare a intraprendere questa esperienza circa un anno fa, quando stavo completando il mio primo anno di Magistrale in Cooperazione internazionale. Pensavo a un modo per poter viaggiare, scoprire nuove culture, conoscere nuove persone ma soprattutto crescere professionalmente e umanamente e, guardandomi intorno e confrontandomi con amiche ed amici che avevano preso parte a diversi progetti di Servizio Civile, ho deciso di candidarmi per il progetto “Youthquake” in Tunisia sull’imprenditorialità sociale e l’empowerment femminile e giovanile.
La principale motivazione che mi ha spinto a candidarmi per questo specifico progetto riguarda il mio interesse verso le tematiche e le attività previste, oltre all’ambizione di crescere professionalmente grazie all’opportunità di lavorare sul campo ad un progetto di Cooperazione internazionale. Mi darà l’opportunità di potermi mettere in discussione, di poter consolidare o riconsiderare la fiducia verso percorsi di vita futuri, di interfacciarmi con altre culture, di imparare da esperti del settore e di imparare nuove lingue.
Più cercavo altre idee o riflettevo su possibili percorsi da intraprendere, più mi rendevo conto di quanto questa tipologia di esperienza rappresentasse la migliore delle opzioni per me, in questo momento e a queste condizioni. Ho iniziato a studiare la storia del Servizio civile, a capirne e condividerne i valori e la missione, a studiare la cultura e la storia della Tunisia e sentivo dentro di me un richiamo che si faceva sempre più intenso e sempre più coerente.
A circa un mese dall’avvio del progetto, l’entusiasmo e l’impazienza di partire si stanno facendo sempre più grandi. A Roma, in occasione della formazione con “ARCS Culture solidali”, ho conosciuto altri ragazzi e ragazze che, come me, partiranno in giro per il mondo. Abbiamo da subito creato un bellissimo gruppo ed abbiamo iniziato a condividere impressioni, ambizioni e racconti di vita. Nel prossimo futuro, anche se lontani, ci sentiremo parte di un progetto comune perché ognuno di noi, insieme agli altri, vivrà una piccola grande esperienza di crescita personale.  
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