Dall’inizio della crisi umanitaria in Afghanistan ARCS e il corso di Global Humanities dell’Università della Sapienza di Roma si sono attivati per far evacuare in sicurezza giovani studentesse beneficiarie di borse di studio, professori universitari e loro famiglie e per sostenerli in attesa di una via certa di uscita dal Paese anche attraverso i corridoi umanitari che ARCI sta organizzando, con altre organizzazioni, attraverso l’accordo firmato con le istituzioni italiane.
ARCS e l’Università La Sapienza si sono raccordate anche con Pangea onlus per assistere in loco le molte ragazze borsiste e giovani artiste da agosto chiuse in rifugi precari intorno alla città di Kabul per sfuggire alla repressione e alle violenze. Hanno paura per la propria vita e per quella dei loro cari. Chiedono di poter lasciare quanto prima il Paese in sicurezza, di scappare verso la libertà.
Nonostante le rassicurazioni date alle istituzioni internazionali, i talebani si sono resi protagonisti in questi mesi di ripetuti e sistematici attacchi alle donne, minacce e violenze nei confronti di giornalisti, attivisti e civili considerati “collaborazionisti” del precedente governo.
Con il ritorno al potere dei talebani i diritti civili acquisiti in questi 20 anni, soprattutto per le donne, sono stati cancellati: escluse dalla vita politica e lavorativa e sociale e senza più accesso certo e libero all’istruzione.
ARCS, già operativa in Afghanistan, ha lavorato in estate per garantire evacuazioni sicure in emergenza e continua a monitorare la situazione di crisi umanitaria insieme alle altre ong partner italiane presenti in loco.
Insieme a docenti e studentesse e studenti del corso di corso di Global Humanities dell’Università della Sapienza di Roma, ARCS promuove questo evento per tenere viva l’attenzione di opinione pubblica e istituzioni sull’emergenza afgana, le condizioni della popolazione e l’esigenza di risposte certe alle richieste di garantire canali sicuri di esodo dal Paese e una giusta accoglienza.
ARCI, grazie alla disponibilità di tante famiglie e insieme ai suoi Circoli Rifugio, ha deciso di dare una risposta generosa, dal basso, per dimostrare che si può fare di più per l’Afghanistan e per offrire un’occasione di rinascita e un futuro libero da paure e violenze alle ragazze, alle donne e madri con bambine e bambini, tutte bisognose di protezione internazionale secondo quanto previsto dalla normativa nazionale e internazionale. Tra queste ci sono le studentesse e i loro familiari beneficiari dell’iniziativa di solidarietà con raccolta fondi promossa da ARCS e La Sapienza.