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Brasile 2011

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Realizzato in collaborazione con Giulio Di Meo
Fotografie: Arianna Comacchio, Filippo Galimberti, Alessia Scarpa, Valentina Vandelli, Chaim Gabriel Waibel, Marta Zito

487 mila tonnellate di residui solidi inquinanti dispersi, 119 milioni di metri cubi di reflui inquinanti scaricati nei fiumi, nei mari e negli oceani, 2.860 infortuni sul lavoro e 9 morti. 97 processi amministrativi, 140 casi di corruzione, 9 processi ambientali pendenti, 0 ammende pagate. Questo solo in Brasile, in un anno.

Sono alcuni dei numeri che riguardano la compagnia mineraria Vale, quattordicesima impresa al mondo per valore di mercato, seconda nella produzione dell’acciaio. Una multinazionale brasiliana che, nel 1997, il governo ha privatizzato e svenduto ad un prezzo stracciato (28  volte in meno del suo valore di mercato). Da allora il suo fatturato è aumentato di 13 volte!

La campagna Justiça nos Trilhos è anzitutto un tentativo di reagire contro questa situazione. Nasce nel 2007 su iniziativa dei Missionari Comboniani del Nordest del Brasile ed ha coinvolto, in seguito, anche il Mst per difendere le comunità locali e promuovere uno sviluppo rispettoso ed equilibrato. Insieme ai Missionari Comboniani, il Mst cerca di realizzare concretamente questo intento, facendo tesoro dell’insegnamento di Paulo Freire sulla “cultura del silenzio” che condiziona gli oppressi a non muoversi contro gli oppressori e sull’importanza di una loro presa di coscienza sulla propria posizione. Informa, coinvolge e rende coscienti dei loro diritti e delle loro possibilità, contadini, persone e famiglie disperate, li sostiene dal punto di vista organizzativo, culturale e scolastico, nella consapevolezza che la mancanza d’istruzione e l’abitudine alla sottomissione porta inevitabilmente ad accettare passivamente la povertà. Al tempo stesso esercita una pressione sociale e politica sulle autorità pubbliche, in modo da portare un cambiamento nella situazione odierna di un Brasile privo di una vera riforma agraria, nonostante la Costituzione brasiliana del 1988 indicasse già, tra gli obiettivi del Nuovo Brasile, la realizzazione di tale riforma.

Durante questo quinto workshop, organizzato in collaborazione con l’Arci e il Movimento Sem Terra, abbiamo provato a conoscere questa realtà, attraversando la regione mineraria Serra do Carajàs, visitando diversi acampamentos e asientamentos del Mst, sia in Maranhão che in Pará.

L’utilizzo della fotografia per cercare di documentare la realtà del MST in Brasile, è stato sicuramente molto interessante e aperto alla duplice possibilità di ricorrere alle foto sia come strumento sia come fine. Se infatti lo scopo del viaggio era documentare una realtà difficile per moltissime persone costrette a vivere in acampamentos anche per più di dieci anni, in equilibrio tra la conquista del proprio terreno e la paura di venirne espropriati, il contatto con la gente, necessario per passare poi agli scatti, richiedeva comunque un coinvolgimento personale che mi ha permesso di conoscere le realtà in cui vivono queste persone, con le loro storie e i loro problemi. Quest’alternanza tra quello che potevo documentare con le foto e la possibilità che queste mi davano di mettermi in contatto con le persone, ha fatto sì che alcuni giorni risultasse più produttivo un aspetto rispetto all’altro. Ma alla fine il risultato a livello fotografico è stato senz’altro soddisfacente.

Chaim Gabriel Waibel

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